Cronaca Libertà / Piazza Francesco Crispi

Divorzio e affido, no al disegno di legge Pillon: corteo da piazza Croci al Massimo

La marcia è organizzata dal Coordinamento antiviolenza 21 luglio. Saranno 60 in tutta Italia le città a manifestare contro il testo

Il disegno di legge sulla revisione delle norme in materia di separazione, divorzio e affido dei minori firmato dal senatore Pillon non piace al Coordinamento antiviolenza 21 luglio che ha organizzato per domani una marcia, sostenuta e profondamente incoraggiata dal Coordinamento Palermo Pride.

Secondo gli organizzatori "il testo è profondamente maschilista e retrogrado, trova i suoi fondamenti su teorie che il senatore spaccia per scientifiche ma che non hanno alcun valore in tal senso e intende scoraggiare la separazione di due coniugi con qualunque mezzo, demonizzare il divorzio, ignorare gli episodi di violenza esacerbando un clima di ricatto al coniuge vittima tra le fila della procedura della separazione, intende introdurre la zampa del pubblico nelle case private e infine ignora le reali esigenze e necessità dei figli minori".

Contro quello che definiscono un salto indietro nel tempo in molte città d'Italia domani si svolgeranno delle manifestazioni di protesta. A Palermo il corteo partirà alle 15.30 da piazza Francesco Crispi per concludersi davanti al Massimo.

Tutto quello che non va nel ddl Pillon

Per il sindaco Leoluca Orlando "Il Governo nazionale a trazione leghista si conferma il Governo dell'attacco ai diritti e alle conquiste sociali. Un attacco a 360° che rischia di portare l’Italia indietro nel tempo. La proposta di legge Pillon, come il decreto sicurezza, come la proposta per l’istituzione del controllo governativo sulla divulgazione scientifica, sono tutti elementi di un unico disegno politico ormai chiaro e che ha evidenti riferimenti storici e politici nella storia dell’Italia autoritaria e fascista. In piazza non scende l’Italia che si oppone alla Lega e ai Cinque Stelle, ma l’Italia che ha a cuore le conquiste sociali degli ultimi cinquanta o sessant’anni: le conquiste normative per la tutela della donna, per il riconoscimento dei minori come soggetti di diritti e diritto, per la lotta alla violenza di genere, soprattutto quella che avviene in famiglia. Tutte conquiste che rischiano di essere smantellate da un disegno anacronistico ed oscurantista”.

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