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Lo striscione in testa al corteo: "Crocetta vatinni"

Lo striscione in testa al corteo: "Crocetta vatinni"

Precari e disoccupati siciliani in piazza contro Crocetta: "Vatinni"

La manifestazione è stata organizzata da "Antudo", una sigla che raccoglie diverse realtà dell'isola e che riprende un termine utilizzato durante i Vespri siciliani del 1282. "Dissenso nei confronti del Governatore e del suo modello di sviluppo"

E' partita da piazza Verdi la marcia popolare contro il governo Crocetta. Migliaia di siciliani, tra precari, lavoratori, disoccupati e studenti provenienti da tutta l’isola, si sono ritrovati oggi dietro uno striscione che recita un chiaro e preciso messaggio: "Crocetta vattinni". Un serpentone arrabbiato e colorato che risponderebbe al nome di "Antudo", una parola usata per la prima volta durante i Vespri siciliani del 128 e che adesso raccoglie in rete e sui social l'insoddisfazione di tanti. "Un messaggio - si legge in una nota - che è una precisa volontà popolare ed esprime il forte dissenso nei confronti del Governatore e del modello di sviluppo sinora imposto senza prendere minimamente in considerazione la volontà dei cittadini, assecondando soltanto gli interessi di Roma e del Governo nazionale".

La partecipata manifestazione di oggi vede sventolare numerosissime bandiere della Sicilia ma anche quelle No Triv, No Muos, No Inc (inceneritori). Presenti, fra gli altri, anche i diversi coordinamenti e comitati locali in difesa del territorio agenti sull’isola che con entusiasmo hanno aderito alla mobilitazione. "E' il frutto del forte malessere diffuso su tutta l'isola - continua la nota - e al tempo stesso dell’amore per la propria terra e la voglia di riscatto. Sentimenti questi che, un paio di mesi fa, hanno portato un gruppo di cittadini sparsi sul territorio siculo alla creazione di una pagina Facebook dal nome Antudo per porre in risalto il coraggio dell’animo siciliano contro la rassegnazione".

Una pagina i cui contenuti sarebbero diventati in pochissimo tempo virali e che "ricordano da una parte il nostro ricco e prezioso bagaglio storico, artistico e culturale. e dell’altra la rabbia nei confronti di chi ci governa, sempre troppo distante da noi e dalle nostre esigenze. Nella pagina trovano spazio anche le lotte locali in difesa dei territori e in generale le proteste alla cattiva gestione delle risorse pubbliche reclamanti una sacrosanta giustizia sociale. Giorno dopo giorno è aumentato il numero delle persone che seguono la pagina e che spontaneamente - continua - collaborano all’elaborazione e pubblicazione dei suoi contenuti facendo divenire Antudo un luogo nella rete in cui i siciliani possono mettere in comune le proprie conoscenze culturali e confrontarsi sui modi e i mezzi attraverso i quali poter cambiare lo stato di cose attuali per nulla confortante”.

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