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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

"Manifesta 12 atto illegittimo": l'evento mondiale rischia di saltare

La più importante biennale di arte contemporanea d'Europa potrebbe non vedere la luce. Orlando ha annunciato l'avvio della macchina organizzativa ma un consigliere comunale, Salvo Alotta, denuncia: "Il sindaco ha ignorato l'Aula". Il primo cittadino: "Mero errore materiale". E corre ai ripari

Un investimento da 4 milioni di euro, potenzialmente addirittura da 20, che potrebbe portare a Palermo più di un milione di visitatori. Numeri da capogiro, eppure Manifesta 12 - la più importante biennale di arte contemporanea d'Europa - potrebbe scatenare una figuraccia "mondiale". La kermesse - programmata a Palermo per il 2018 - rischia di incepparsi prima del suo decollo perché Leoluca Orlando ha modificato la delibera del Consiglio senza autorizzazioni dello stesso. Negli scorsi giorni il sindaco aveva annunciato l'avvio della macchina organizzativa, ma ora un consigliere comunale, Salvo Alotta, del Pd, lancia l'allarme: "L'iniziativa potrebbe non vedere mai la luce e 'Manifesta' rischia di trasformarsi in una buccia di banana perché si sta configurando il rischio di un atto illegittimo. Il sindaco metta da parte operazioni politicamente furbesche altrimenti gli sforzi per organizzare Manifesta 12 potrebbero risultare inutili".

Ecco i fatti: “Alla fine del 2014 - spiega l’esponente del Pd - il consiglio comunale ha approvato il progetto, obbligando però l’amministrazione a tornare in Aula prima della costituzione della fondazione che opererà per i prossimi tre anni per l’organizzazione della kermesse. Ebbene il sindaco Orlando sta procedendo all’istituzione della fondazione e ha annunciato, in una nota a Sala delle Lapidi, che riferirà in Consiglio solo a cose fatte. Si tratta di uno schiaffo alla dignità dell’istituzione, Alotta parla di "scorciatoie e accentramento di poteri che potrebbero mandare tutto all'aria". 

Il Sindaco nel pomeriggio è intervenuto sulla vicenda con una nota. "Si segnala che un mero errore materiale sul sito istituzionale del Comune è riportato uno statuto della Fondazione leggermente difforme da quello approvato dal consiglio comunale. Un errore già segnalato dagli uffici al notaio redattore dell'atto e che sarà corretto nelle prossime ore". Ma secondo Alotta Orlando sta solo "cercando di correre ai ripari, dopo che ho posto il problema".

alotta-3Il sindaco parla di "mero errore materiale". Ma dalle carte si evince che l'atto sottoscritto da Orlando in realtà è sostanzialmente diverso da quello approvato con la delibera del Consiglio. Il "nuovo" statuto (il riferimento è soprattutto all'articolo 12) infatti esclude alcuni parametri fissati in precedenza dal Consiglio. Non si fa completamente riferimento ad esempio al fatto che i componenti del collegio dei revisori dovrebbero essere eletti secondo questo metodo, criteri che venivano elencati nella delibera del Consiglio comunale. E cioè: un membro (il presidente) è nominato dal Consiglio comunale, uno dal sindaco e uno dalla International Foundation Manifesta.

Ma ci sono altri aspetti che vanno chiariti, anche alla voce "retribuzioni" (l'articolo 14 non chiarisce i compensi) e a quella che riguarda il direttore generale (articolo 15). Figura che secondo la delibera del Consiglio comunale deve essere nominata dal Consiglio di Amministrazione che a sua volta ha il compito di stabilire durata e compenso. Non se ne parla invece nel testo emendato da Orlando.

LA MANIFESTAZIONE - Con "Manifesta 12" di fatto Palermo diverrebbe la capitale mondiale della cultura nel 2018: il capoluogo siciliano ha vinto la concorrenza di Praga, prendendosi una rivincita sul "battage" per l'elezione a capitale dello Sport. La kermesse dovrebbe durare 4 mesi, forse nella fase primaverile. Costerà 4 milioni, ma l'assessore comunale alla Cultura Andrea Cusumano spiega che "il costo minimo della manifestazione è stato largamente ampliato da sponsorizzazioni private (si parla di banche, ndr) e che l'idotto risulta pari a 3 o 5 volte il costo dell'investimento iniziale". Che ammonta a sua volta a 540 mila euro (una tassa di iscrizione) al quale vanno sommate le tre rate da 300 mila, 500 mila e 2,6 milioni da versare entro il gennaio 2017.

Insomma, numeri pazzeschi, per un evento che adesso si trascina con sé anche un punto interrogativo. "Noi siamo a favore di questa iniziativa - chiarisce Alotta - la vogliamo fortemente perché sappiamo quale volano di sviluppo possa rappresentare per Palermo, ma le scorciatoie e i colpi di mano rischiano potrebbero fare saltare tutto. Siamo di fronte a un atto illegittimo. Orlando venga subito in Aula a riferire e a confrontarsi con il Consiglio per decidere insieme come creare la fondazione”.

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