Mamma di Claudio Domino ricoverata al Cervello: "Grazie ai medici, ma qui manca tutto"

Il messaggio di Graziella Accetta - la madre del bambino ucciso con un colpo di pistola il 7 ottobre del 1986 - che è rimasta 13 giorni in terapia intensiva per una polmonite mentre erano presenti anche i turisti bergamaschi contagiati dal Covid-19: "Il personale è senza mascherine e senza medicinali, non lo merita"

E' stata ricoverata per 13 giorni alla terapia intensiva della Cardiologia dell'ospedale Cervello per una grave polmomite (negativa al Covid-19) proprio nei giorni in cui vi si trovavano anche i primi due contagiati individuati a Palermo, cioè i due turisti bergamaschi. Graziella Acetta, la madre del piccolo Claudio Domino, ucciso con un colpo di pistola il 7 ottobre del 1986, dopo la sua esperienza, oggi lancia un messaggio forte dal suo profilo Facebook: da un lato elogia il lavoro di medici ed infermieri ("instancabili in condizioni drammatiche"), ma dall'altro, viste le condizioni della struttura sanitaria ("da Terzo mondo"), invita non solo i cittadini a "stare a casa", ma anche i politici a prendere atto della situazione.

"Quando leggo che ci sono persone che per la loro cretinaggine e superficialità mettono a rischio la vita degli altri, mi arrabbio - scrive Graziella Acetta sul social network - abbiate rispetto per il grande lavoro che stanno facendo medici, infermieri e personale parasanitario che rischiano la vita per dei deficienti irresponsabili: a loro va il mio grazie incondizionato". Poi chiede "al presidente della Regione Nello Musumeci e al sindaco Leoluca Orlando di farsi una bella passeggiatina nei nostri ospedali: il pronto soccorso del Cervello sembra uno ospedale in guerra dove manca tutto". 

I giorni di isolamento in ospedale "mi hanno fatto riflettere tanto - racconta - e ora possiamo parlarne perché sono a casa: voglio ringraziare i nostri eccellenti medici e i nostri professionali infermieri del reparto di terapia intensiva della Cardiologia del Cervello e del pronto soccorso che lavorano instancabili in condizioni drammatiche", ma "non meritano questo", scrive a caratteri cubitali. Cioè "mancanza di medicine, mancanza di mascherine in reparti pieni di ammalati anche nei corridoi, il vecchio reparto di terapia intensiva che non viene ristrutturato da almeno 50 anni e che ha un solo bagno dove vanno tutti gli ammalati del reparto e anche i familiari che li vengono a trovare, oltre che essere schifoso - rimarca nel post - trovo vergognoso che in un Paese civile, nella "Palermo città di cultura e di bellezza", possa ancora esserci un ospedale in queste condizioni, dove è facile prendere qualsiasi malattia infettiva, figuriamoci il Coronavirus". 

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Accetta aggiunge che "in questo momento così delicato per il nostro popolo dove ci viene detto di stare a casa (e lo trovo sacrosanto ) abbiamo poi un ospedale in queste condizioni vergognose, neanche nel Terzo mondo credo ci siano un reparto e un pronto soccorso del genere". Poi conclude ringraziando ancora tutto il personale della struttura sanitaria "per il grande lavoro che svolge (e capisco perché scappano dall'Italia)" e quanti le sono stati vicini, lanciando infine un messaggio di speranza: "Andrà tutto bene, ci rialzeremo come abbiamo sempre fatto. Siamo un popolo che si sa rimboccare le maniche al momento giusto: tutto questo finirà e ritorneremo più forti di prima".

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