Nella casa di riposo degli orrori torna il sorriso: "Ora gli anziani sono felici e ci abbracciano"

Il cambiamento all'interno dell'ospizio "Bell'Aurora", dove per mesi i degenti sarebbero stati picchiati e umiliati. Parla l'amministratore giudiziario Marco Zummo: "Gli ospiti sono sereni e sorpresi di tante cure. Nei loro occhi si legge la felicità di essere stati liberati"

Non si sa se gli 11 anziani ospiti della casa di riposo “Bell’Aurora” di via Emerico Amari potranno mai dimenticare le umiliazioni e le botte che avrebbero subito per diversi mesi. Ma ora, come spiega l’amministratore giudiziario della struttura finita sotto sequestro, l’avvocato Marco Zummo, “nei loro occhi si legge la felicità di essere stati liberati da qualcosa. Sono felici, sereni”. Del passato non parlerebbero “ed è un silenzio carico di tensione”, ma ciò che forse maggiormente può far capire che ci sia stata una svolta, un prima e un dopo, è il fatto che i degenti siano “sorpresi”. Increduli, cioè, davanti a cure ed attenzioni, che per chissà quanto tempo erano state invece negate. E sono grate, queste persone così fragili, nei confronti di chi oggi le assiste: “Ogni volta che vado a trovarli - racconta ancora Zummo - uno degli anziani si alza in piedi e viene ad abbracciarmi”.

Dallo “scenario raccapricciante”, fatto di “sevizie e umiliazioni" descritto dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Anna Battaglia che, attraverso le indagini della guardia di finanza, sono riusciti a fare arrestare sei donne che avrebbero maltrattato ripetutamente gli anziani, adesso nella struttura sono ritornati il sorriso e la serenità.  “Gli ospiti - spiega l’amministratore giudiziario - adesso partecipano ad attività di gruppo, disegnano e colorano. Sono tutte persone reattive che stanno rimettendo in moto le loro facoltà, dopo aver subito trattamenti di una crudeltà aberrante”. Persino la signora che era arrivata al punto di ripetere “voglio morire ammazzata” e che il 10 aprile aveva effettivamente cercato di lanciarsi da un balcone della casa di riposo “è tornata serena e partecipa anche lei alle attività che gli anziani fanno tutti insieme”. Come dice Zummo, “qui è cambiato tutto, abbiamo anche riacquistato stoviglie, piatti e postate nuovi, perché quelli che c’erano prima erano davvero vetusti”.

Le indagini condotte dai finanzieri guidati dal colonnello Gianluca Angelini hanno fatto finire in carcere la titolare di fatto dell’ospizio, Maria Cristina Catalano, ma anche diverse operatrici, Anna Monti, Antonina Di Liberto, Rosaria Florio, Valeria La Barbera e Vincenza Bruno. Alcune di loro hanno confessato durante gli interrogatori davanti al gip Fabio Pilato, raccontando di essere in una fase difficile, vittime di “stress”. Dalle intercettazioni emergeva un quadro agghiacciante, di violenza gratuita nei confronti di persone che avrebbero dovuto essere invece accudite con tutta la delicatezza e la pazienza possibili.

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Con l’arrivo dell’amministratore giudiziario lo staff è ovviamente cambiato: “Ci sono 5 operatori specializzati, un inserviente, un animatore, un assistente sociale e pure un medico e un infermiere convenzionati - afferma Zummo - figure professionali con le necessarie competenze che prima non erano presenti nella struttura. Stiamo facendo di tutto per far stare bene queste persone e speriamo di poter accogliere altri ospiti in futuro”. Ci sono stati anche degli incontri con le famiglie dei degenti, che non si sarebbero mai accorte dei maltrattamenti “e anche loro sono state ben contente del cambiamento”, dice ancora l’amministratore. Insulti, botte e trattamenti da lager sono dunque ormai solo un brutto ricordo.

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