Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca Bagheria

"Maltrattata per anni dai miei genitori", ma il giudice non le crede: assolti un poliziotto e la moglie

La ragazza oggi maggiorenne aveva denunciato la madre e il nuovo compagno, impegnato peraltro in campagne antibullismo nelle scuole, nel 2018. A suo dire si sarebbero rifiutati di comprarle persino i testi scolastici e, non ritenendola parte della famiglia, non l'avrebbero fatta mangiare con loro

Un poliziotto, impegnato anche in campagne contro il bullismo nelle scuole e in servizio a Bagheria, in casa sarebbe diventato un'altra persona e avrebbe vessato e maltrattato per anni la figlia minorenne che la moglie aveva avuto da una precedente unione. Accuse gravissime, che sarebbero state documentate anche con registrazioni e messaggi Whatsapp, alle quali però il giudice del tribunale monocratico di Termini Imerese, Claudia Cammilleri, non ha creduto: il poliziotto e la moglie, finiti sotto processo dopo la denuncia della ragazzina (oggi maggiorenne), sono stati infatti assolti.

In base alla sentenza - le motivazioni saranno depositate nelle prossime settimane - non sussisterebbero né i maltrattamenti e neppure le lesioni, contestate solo al poliziotto in relazione ad un episodio avvenuto nel 2015, quando l'uomo avrebbe lanciato un bullone in testa alla presunta vittima ed erano stati necessari 5 punti di sutura per chiudere la ferita. La Procura aveva chiesto una condanna a un anno e mezzo per l'imputato e a un anno e 4 mesi per la donna. La giovane si è costituita parte civile con l'assistenza dell'avvocato Vanila Amoroso, che adesso preannuncia il ricorso in appello.

Una storia molto travagliata quella al centro del processo, che inizia intorno al 2008. Secondo la versione della giovane, il nuovo compagno della madre non l'avrebbe mai accettata come membro della famiglia, tanto da impedirle per esempio di mangiare a tavola con loro e costringendola a consumare invece i pasti (ormai freddi) in un secondo momento. La ragazza, inoltre, sarebbe stata costantemente insultata, sia dal poliziotto che dalla madre, che sarebbero arrivati pure a rifiutarsi di comprarle i testi scolastici. La mamma, anziché difenderla, le avrebbe invece chiesto di "piegarsi" al marito, di chiedergli "perdono", di "inginocchiarsi davanti a lui".

La vicenda era stata denunciata dalla ragazza a maggio del 2018, quando i suoi genitori l'avrebbero allontanata da casa, scaricandola a casa di una zia e lasciando per strada, in alcuni sacchi per la spazzatura, le sue poche cose. Da lì erano partite le indagini e poi era arrivato anche il rinvio a giudizio per i due imputati. La giovane era andata a vivere dai nonni materni.

La coppia ha sempre negato le accuse, sostenendo che la ragazza sarebbe stata problematica e violenta (anche con il fratellino) e che avrebbe anche abusato di droghe e alcol. Ipotesi che, come sostiene invece la parte civile, non sarebbe mai stata dimostrata, mentre da alcune conversazioni registrate dalla giovane emergerebbe che i genitori avrebbero organizzato tutto per sbarazzarsi di lei utilizzando proprio questo tipo di argomenti. Al termine del dibattimento il giudice ha deciso di assolvere gli imputati.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Maltrattata per anni dai miei genitori", ma il giudice non le crede: assolti un poliziotto e la moglie
PalermoToday è in caricamento