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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca Politeama / Via Emerico Amari, 112

Botte e insulti agli anziani, confessa la titolare della casa di riposo degli orrori

"Mi sto rendendo conto solo ora...", avrebbe detto al gip Maria Cristina Catalano, amministratrice di fatto dell'ospizio "Bell'Aurora" di via Amari, dove per la Procura i degenti sarebbero stati picchiati ed umiliati. L'indagata durante l'interrogatorio avrebbe spiegato di vivere "un periodo di forte stress"

"Mi sto rendendo conto soltanto ora...", così avrebbe detto Maria Cristina Catalano, l'amministratrice di fatto della casa di riposo "Bell'Aurora" di via Emerico Amari, dove la guardia di finanza ha documentato come gli anziani sarebbero stati picchiati, insultati ed umiliati. L'indagata - che è finita in carcere - ha ammesso le sue responsabilità davanti al gip Fabio Pilato, durante l'interrogatorio di garanzia. Avrebbe però chiarito che sarebbe in una fase di forte stress e che le sue precarie condizioni di salute non le avrebbero consentito di capire la gravità dei suoi gesti. Il suo avvocato, Maurizio Piazza, ha chiesto al giudice di sostituire la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari.

"Uno scenario raccapricciante", fatto di "sevizie ed umiliazioni", messe in atto con "crudeltà" per via della "indole spietata" delle indagate, è tra l'altro con queste parole che il procuratore aggiunto Sergio Demontis ed il sostituto Anna Battaglia avevano descritto ciò che sarebbe avvenuto quotidianamente nell'ospizio, finito qualche giorno fa sotto sequestro. I finanzieri, guidati dal colonnello Gianluca Angelini, hanno anche messo in evidenza come pochi giorni fa, il 10 aprile, un'anziana avrebbe provato addirittura a lanciarsi da un balcone, pur di sfuggire alle vessazioni: "Voglio morire ammazzata", questo avrebbe ripetuto da tempo la vittima.

Oggi, attraverso una videoconferenza - per via delle restrizioni legate all'emergenza sanitaria - sono state interrogate anche Valeria La Barbera (difesa dall’avvocato Riccardo Bellotta), Rosaria Florio e Antonina Di Liberto (assistite dall’avvocato Rosa Salemi), che avrebbero risposto alle domande del giudice. Vincenza Bruno (difesa dall’avvocato Tiziana Staropoli) e Anna Monti (assistita da Giovanni Aurilio) si sarebbero invece avvalse della facoltà di non rispondere. La Procura contesta non solo i maltrattamenti aggravati, ma anche la bancarotta fraudolenta, il riciclaggio e l'autoriciclaggio in relazione alle vicende societarie della casa di riposo. Oltre alle sei arrestate, sono indagati a piede libero il dipendente comunale Leonardo Fricano, la madre di Catalano, Aida Clelia Corselli, e Filippo Agostino.
 

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