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Cronaca Politeama / Via Emerico Amari

La casa di riposo degli orrori e gli anziani picchiati, due operatrici lasciano il carcere

Il tribunale del Riesame ha disposto gli arresti domiciliari per una delle operatrici e solo l'obbligo di dimora a Palermo per un'altra. Restano invece in cella altre due delle sei indagate. Nella struttura "Bell'Aurora" di via Emerico Amari, gli ospiti sarebbero stati insultati e umiliati per mesi

Due restano in carcere, ma altre due, invece, lo lasciano. E’ questo il primo esito dei ricorsi al tribunale del Riesame per le sei donne indagate nell’ambito dell’inchiesta per i presunti maltrattamenti nella casa di riposo “Bell’Aurora” di via Emerico Amari. I giudici hanno deciso di lasciare in cella Anna Monti ed Antonina Di Liberto, mentre hanno disposto gli arresti domiciliari per Rosaria Florio e solo l’obbligo di dimora a Palermo per Valeria La Barbera. Per le altre due finite sotto inchiesta, cioè la titolare di fatto della struttura, Maria Cristina Catalano, e un’altra operatrice, Vincenza Bruno, i ricorsi sono ancora pendenti.

Appena due settimane fa la guardia di finanza, coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Anna Battaglia, con il blitz “Riposi amari” aveva portato alla luce il terribile trattamento a cui sarebbero stati sottoposti gli 11 anziani ospitati nella struttura. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Catalano e le altre avrebbero riservato tutt’altro che cure amorevoli ai degenti, tanto che una di loro, il 10 aprile, aveva persino tentato di buttarsi da un balcone dell’ospizio per sottrarsi alle vessazioni.

Alcune delle indagate, a cominciare da Catalano, hanno ammesso le loro responsabilità durante gli interrogatori di garanzia, sostenendo di trovarsi in una fase di particolare stress e di non essersi rese conto dei loro gesti. Dopo l’intervento dei finanzieri, guidati dal colonnello Gianluca Angelini, la casa di riposo è stata sequestrata e posta in amministrazione giudiziaria. Come aveva raccontato l’avvocato Marco Zummo, a cui è stato affidato l’incarico di gestire l’ospizio, adesso gli anziani avrebbero ripreso a sorridere, manifestando anche tanta gratitudine al nuovo staff che li coinvolge in attività di gruppo e che se ne prende cura senza urlare, senza minacciare, insultare ed umiliare. 

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