Le quotidiane atrocità nella casa di riposo: "Devi morire, devi crepare, mi fai schifo"

Le intercettazioni dell'inchiesta della guardia di finanza documentano "l'indole spietata" degli arrestati e lo "scenario raccapricciante" alla "Bell'Aurora srls". Una delle indagate avrebbe provato addirittura piacere davanti alla caduta di un'anziana, che poi sarebbe stata legata con un cinturino ad una sedia

Un frame delle intercettazioni

“Crudeltà”, “orrore quotidiano”, “indole spietata”, “scenario raccapricciante di sevizie e mortificazioni”, sono queste alcune delle espressioni usate dagli investigatori per descrivere “il regime di vita vessatorio, mortificante ed insostenibile” che sarebbe stato la regola nella casa di riposo “Bell’Aurora srls” di via Emerico Amari 112. Per capire le sofferenze fisiche e psichiche inflitte alla decina di anziani ospitati nella struttura si può partire dalle loro reazioni: una di loro, appena venerdì scorso, avrebbe provato a gettarsi da un balcone, un’altra si sarebbe ridotta a dire “voglio morire ammazzata” e un’altra ancora a ripetersi “faccio schifo, faccio pena” e a schiaffeggiarsi da sola il viso.

I finanzieri, guidati dal colonnello Gianluca Angelini e coordinati dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Anna Battaglia, con delle intercettazioni sono riusciti a documentare decine di episodi di maltrattamenti e le pagine dell’ordinanza del gip Fabio Pilato, che stamattina ha disposto il carcere per sei persone, fanno rabbrividire per la violenza e la crudeltà di cui sono cariche.

“Ora ti metto la sbarra, pezza di merda, sei una merda… Zitta perché ti piglio a pedate”, così avrebbe detto Maria Cristina Catalano ad un'anziana e poi l’avrebbe strattonata e dato un calcio. “Schifezza umana”, diceva la titolare di fatto della casa di riposo a un’altra ospite mentre si soffiava il naso, dandole pure due schiaffi alla nuca. Antonina Di Liberto, arrestata pure lei, viene ripresa mentre colpisce al volto un anziano con uno strofinaccio e lo insulta. Poi mentre strattona e dà un calcio ad un’altra ospite: “Alzati, mongoloide – le urla – ma vi pare ca siemu i vostri schiavi? Ma iti a fari ‘nto c...” e  ancora: “Più ti alzi e più ti spingo”. La stessa anziana, in un’altra circostanza, viene presa a schiaffi, strattonata e colpita anche con un calcio, poi minacciata da un’altra dipendente, Anna Monti: “Ti ammazzo, ti ammazzo viero… Come cazzo hai fatto a fare questa merda? Che schifo”.

C’è un passaggio in cui addirittura Catalano manifesterebbe gioia per la caduta di un’ospite, che sarebbe stata poi legata con un cinturino ad una sedia: “Ho piacere, ho piacere, ho piacere – dice l’indagata – si doveva alzare con gli occhiali, ho piacere, ma per me si può essere rotta tutta, io ho piacere, né mi sto interessando di quello che si è fatta perché non me ne frega niente”. Quando un’altra degente diceva a Monti “aiu a viscica china china”, l’indagata rispondeva: “E ora ti scoppia accussì muori e ti levi davanzi”. A un’altra anziana gridava: “Tu t’a stari zitta perché viri che ti stai scannannu a lignate, capisti?”. Ancora Di Liberto ad un’altra ospite: “Devi morire, devi crepare, vai a buttare veleno, non ti devi alzare, devi stare seduta… Ti devi levare di qua altrimenti t’ammazzo”. Catalano minacciava in un’altra occasione: “Ora ti stai zitta perché se no ci vai a pezzi dentro un sacchetto” e “ora ti faccio funzionare a suon di pugni in testa, ché forse è l’unico linguaggio che capisci… Ora con il legno te li do, visto che con la scarpa non capisci”.

All’ordine del giorno sarebbero state anche le umiliazioni: “Guarda che faccia che ha, ormai addiventò babba, tutta cretina addiventò… ormai è andata”, diceva Monti di una degente. In un altro caso, sempre lei, urlava ad un'altra ospite: “Si disanurata, un si bona, si malefica, malvagia!”. E Catalano ad un’altra anziana: “Pezza di merda! Lei è una merda! Lei signora può morire ragliando è bene che lo sa… Io la detesto, fa schifo, la smette di dirmi che mi vuole bene? Deve stare zitta, la gente dorme. Dunque, signora, faccia una cosa, cada dal letto, crepi ammazzata io qua dentro non vengo più”. In un’altra circostanza si rivolgeva ad un’altra ospite: “Io sto lavando altre persone, lei che mi fa schifo viene per ultima, quindi se lei continua a gridare io non vengo, perché prima ci sono le signore e all’ultimo viene lei che fa schifo, capito? Prima ci sono le signore e all’ultimo faccio l’animale”. E, sempre alla stessa donna: “Può ragliare sola, signora, io non le devo dare niente e ora per quanto mi riguarda può crepare, ma vaffanculo, sei un veleno!”. La stessa indagata avrebbe poi raccontato alle sue collaboratrici di aver “impiccicata proprio in faccia” ad un’ospite una spugna piena dei suoi escrementi.

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“Fai schifo, fai schifo, fai schifo, fai schifo, brava, fai schifo, sei una porca, sei una porca… Dillo sono una porca, faccio schifo, brava, accussì”, questo avrebbe costretto a fare Catalano ad un’anziana, mentre un’altra ospite ad ogni esclamazione di un’altra indagata, Rosaria Florio, avrebbe ripetuto: “Faccio schifo, faccio pena”. 

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