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(Foto archivio)

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"Piccoli alunni maltrattati all'asilo Petrarca", la Procura chiede due condanne

Il pm ha invocato una pena (sospesa) di due anni con l'abbreviato per due ex assistenti della scuola paritaria di via Giusti. I presunti episodi di violenza erano stati denunciati nel 2016 dai genitori dei bimbi tra i 3 e i 6 anni. Un'ex maestra e un'altra collaboratrice sono pure loro sotto processo. L'istituto è parte civile

Due anni con la sospensione condizionale della pena. E' questa la richiesta di condanna formulata dalla Procura per Maria Teresa Vitrano e Giuseppa Montalto, due ex assistenti della scuola paritaria Petrarca di via Giusti, che sono accusate di aver maltrattato alcuni piccoli alunni. Il processo si sta svolgendo con il rito abbreviato davanti al gup Fabio Pilato. Per un'ex maestra, Anna Parisi, e un'altra assistente, Melania Caruso, il dibattimento è invece in corso davanti al tribunale.

I presunti casi di maltrattamento all'interno di uno degli istituti più in vista della città erano venuti alla luce nella primavera del 2016. Diversi genitori avevano raccontato che i loro figli, tra i 3 e i 6 anni, sarebbero "improvvisamente cambiati" e sarebbero tornati a casa "con lo sguardo spento". La mamma di una bimba aveva riferito che appena la piccola avrebbe sentito la frase "lo dico alla maestra" sarebbe scoppiata in lacrime. Un padre, invece, aveva fatto addirittura da investigatore, mandando il figlio a scuola con un registratore nascosto addosso, che avrebbe captato un durissimo rimprovero da parte della maestra.

Dalle denunce era partita l'inchiesta dei sostituti procuratori Giorgia Righi e Sergio Mistritta e, già in quel frangente, le imputate erano state allontanate dalla scuola. Il proprietario del Petrarca, Luciano Anello - che si è costituito parte civile con l'assistenza dell'avvocato Enrico Sanseverino - aveva parlato di "un caso isolato" e di "semplici rimproveri", che avrebbero poi scatenato "una sorta di psicosi tra i genitori".

Raccogliere le prove non è stato affatto semplice per gli investigatori, visto che la maestra e le assistenti non erano più in servizio nella scuola. Si era optato così per un incidente probatorio per cristallizzare il racconto dei bambini. Tuttavia, in base a una perizia, gli alunni sarebbero stati comunque troppo piccoli per poter testimoniare, anche se - secondo la Procura - sarebbero emersi elementi a sostegno delle tesi dell'accusa. 

Il processo è stato rinviato a luglio, quando la parola passerà proprio al difensore della parte civile. Poi toccherà anche all'avvocato Maurizio Savarese, che assiste una delle imputate.

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