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Cronaca Malaspina

Casa di riposo degli orrori, accolto il ricorso della Procura: gestori e badante ai domiciliari

Oltre 100 gli episodi di maltrattamenti captati dentro la struttura in zona Malaspina. Ai tre dei cinque indagati era stata revocata la misura dell'obbligo di presentazione. Il Riesame ha però poi condiviso la tesi degli inquirenti

Ai domiciliari i gestori della casa di riposo “Anni azzurri” e una delle loro badanti. Così ha deciso il Riesame sull’appello presentato dalla Procura dopo la revoca della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tre dei cinque indagati dopo l’operazione condotta dalla polizia “Anni neri” che ha chiuso la struttura in zona Malaspina. Il tribunale ha inoltre riconosciuto la sussistenza del reato di maltrattamenti nei confronti di tutti e tre. A rappresentare l’accusa il sostituto procuratore Maria Rosaria Perricone e l’aggiunto Annamaria Picozzi, coordinatrice del pool fasce deboli della Procura.

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A scoperchiare il vaso di violenza e vessazioni erano stati gli agenti della sezione Investigativa del commissariato Zisa-Borgo Nuovo che hanno installato diverse microspie nella casa di riposo. Nell’arco di tre mesi sono stati monitorati oltre 100 episodi di maltrattamenti. "Condotte vessatorie, denigratorie, lesive della dignità umana, oltre a percosse e immobilizzazioni tali da ingenerare nel povero degente, un uomo di 84 anni gravemente malato e invalido, uno stato di soggezione”, dicono gli inquirenti. Si è scoperto inoltre che la badante percepita il reddito di cittadinanza, motivo per cui le è stata sequestrata la carta gialla rilasciata dall’Inps.

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