Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca San Giuseppe Jato

"Botte e insulti agli anziani nell'ospizio gestito dalle suore", chiesto il processo per 2 operatrici

Richiesta di rinvio a giudizio per Giuseppina Barone e Francesca Spica in servizio al "Boccone del povero" di San Giuseppe Jato. Furono arrestate a novembre dell'anno scorso dai carabinieri perché avrebbero maltrattato i degenti

"Dormi, vedi di dormire, 'sta scema!", questo avrebbero detto ad un'anziana ospite due operatrici del "Boccone del povero", una casa di riposo gestita dalle suore a San Giuseppe Jato. E a quella stessa signora di 76 anni, le due donne - secondo l'accusa - avrebbero anche dato schiaffi e pizzichi, tirato i capelli e le orecchie, ma l'avrebbero anche presa con la forza e costretta a mangiare nonostante le sue difficoltà a deglutire. Adesso il procuratore aggiunto Annamaria Picozzi ed il sostituto Daniela Randolo hanno chiuso l'inchiesta sul presunto caso di maltrattamenti e chiesto il rinvio a giudizio delle due operatrici.

A rischiare il processo sono Giuseppina Barone, 55 anni, e Francesca Spica, di 61, che il 6 novembre dell'anno scorso erano finiti agli arresti domiciliari in seguito alle indagini dei carabinieri. Barone era poi tornata libera su disposizione del tribunale del Riesame, anche se durante l'interrogatorio di garanzia aveva ammesso di aver tirato i capelli ad una delle anziane e si era detta dispiaciuta per il suo gesto. L'imputata (difesa dall'avvocato Dimitri Di Giorgio) aveva anche spiegato che avrebbe sempre avuto un buon rapporto con gli ospiti della casa di riposo, ma che quell'anziana avrebbe opposto particolari resistenze.

L'inchiesta era partita nel 2018, dopo la denuncia dei famigliari di un'anziana che avevano raccontato di aver notato lividi sulle sue braccia, sulle mani e sul viso. La madre superiora aveva però spiegato che quegli ematomi sarebbero stati determinati dalle ripetute cadute dell'ospite. Una versione che non aveva convinto i suoi parenti. Con le intercettazioni, la Procura era riuscita a documentare angherie, offese e violenze all'interno del "Boccone del povero".

Il gip che aveva disposto l'arresto delle due operatrici era stato molto duro nella sua ordinanza: "Le due indagate dimostrano uno sfogo di cattiveria e di disprezzo del tutto gratuiti. Un comportamento che non può ritenersi isolato, ma frutto di un modus operandi per il quale gli anziani della struttura erano destinatari di maltrattamenti da parte degli operatori socio-assistenziali, in un generale contesto quantomeno di colpa di mancata vigilanza da parte delle suore".

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