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Ospizio lager, operatrice aveva il reddito di cittadinanza "in tasca": scatta il sequestro

Una delle operatrici della casa di riposo degli orrori, Antonina Di Liberto, attraverso il convivente, avrebbe percepito quasi 8 mila euro di sussidio. Per la Procura, però, la coppia avrebbe mentito sulla propria condizione lavorativa e nascosto la proprietà di un immobile per ottenere i 799,99 euro al mese

Non solo maltrattamenti e sevizie agli anziani ospiti di cui Antonina Di Liberto, arrestata stamattina, avrebbe dovuto invece prendersi cura nella casa di riposo “Bell’Aurora srls” di via Emerico Amari 112. Secondo il procuratore aggiunto Sergio Demontis ed il sostituto Anna Battaglia, l’indagata avrebbe anche percepito, attraverso il suo compagno, quasi 8 mila euro di reddito di cittadinanza, dichiarando di essere “inoccupata” e nascondendo la proprietà di un immobile. Un’ipotesi che il gip Fabio Pilato ha ritenuto sussistente, tanto da disporre il sequestro della carta per il sostegno economico rilasciata dalle Poste e delle somme disponibili sul conto collegato.

Secondo gli accertamenti compiuti dai finanzieri, guidati dal colonnello Gianluca Angelini, a percepire il sussidio sarebbe stato il convivente della donna, Benedetto Madonia, che ne avrebbe avuto diritto da maggio dell’anno scorso, percependo ogni mese 799,99 euro. Nei documenti presentati dall’uomo per ottenere il reddito di cittadinanza, questi avrebbe dichiarato di essere coniugato con Antonina Di Liberto. Quest’ultima, come riportano gli investigatori, “nella sezione ‘attività lavorativa’ risulta ‘inoccupata’ e non sono state indicate possidenze immobiliari”. Non solo, però, Di Liberto non sarebbe stata “inoccupata”, visto che lavorava nella casa di riposo sequestrata stamattina, ma Madonia avrebbe anche omesso di dichiarare “la titolarità del diritto di proprietà per la quota di un terzo di un immobile, sito in via Mauro Ciaula, 2”.

Per questo, “non vi è dubbio – scrivono gli inquirenti – che Madonia, in concorso con la convivente Di Liberto, ha reso dichiarazioni mendaci sul reddito famigliare ed ha omesso informazioni relative alla proprio situazione patrimoniale al fine di ottenere il reddito di cittadinanza che, diversamente, non avrebbe ottenuto”.  

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