A Palermo è il giorno del dolore, in Cattedrale i funerali delle nove vittime di Casteldaccia

Celebrati da monsignor Giuseppe Oliveri - il vicario generale di Palermo - e da monsignor Filippo Sarullo. Sia in città che a Casteldaccia e Bagheria è stato proclamato il lutto cittadino. Una folla commossa ha fatto visita alle salme nella camera ardente alla Zisa

Un familiare alza al cielo la foto di una delle vittime

Oggi è il giorno del dolore. Palermo si stringe attorno alle vittime della tragedia di Casteldaccia. Nove persone, tra le quali due bambini, che nella notte tra sabato e domenica hanno perso la vita mentre si trovavano insieme per passare una serata di festa. L'acqua li ha travolti mentre sorridevano e ballavano. Un sorriso che difficilmente potrà tornare sul viso di Giuseppe Giordano, l'unico superstite, che in pochi attimi ha visto morire davanti ai suoi occhi la moglie, il figlio quindicenne e la piccola Rachele, di appena un anno. Salva per una pura coincidenza l'altra figlia, Asia, che era andata con lo zio a comprare i dolci.

I funerali alle 11 in Cattedrale, celebrati da monsignor Giuseppe Oliveri - il vicario generale di Palermo - e da monsignor Filippo Sarullo perchè l'arcivescovo Corrado Lorefice è all'estero. "Care sorelle, cari fratelli, mi trovo lontano da Palermo - scrive l'arcivescovo in un messaggio inviato ai familiari delle vittime -, ma sento l'urgenza di far giungere a voi la mia voce in un momento di dolore così forte e lacerante. Di fronte alla morte innocente e allo strazio di chi resta non possiamo che levare lo sguardo verso il nostro Signore. Egli non offrì mai spiegazioni alle tragedie umane, ma si fece carico, con una commozione intensa, dei nostri smarrimenti e dei nostri lutti".

Le bare sono state trasportate a spalla dalla camera ardente fino alla chiesa. Già ieri alla camera ardente una folla commossa ha voluto rendere omaggio alle salme, che dalla camera mortuaria del Policlinico sono state portate alla chiesa della Madonna di Lourdes, in piazza Ingastone, alla Zisa. Tantissimi i parenti, gli amici ma anche semplici residenti che ieri sono andati per lasciare un fiore bianco. Le bare sono in fila. Su ognuna c'è la fotografia della vittima e un numero. Fa eccezione quella della piccola Rachele Giordano, morta a un anno appena, rimasta aperta. A farle compagnia Minnie, il suo peluche preferito. Tutto il quartiere è sopraffatto dal dolore. Lo dimostra anche la saracinesca chiusa di una macelleria con lo striscione: "Sicilia alzati e combatti" e poi un'altra scritta più grande: "Palermo piange la vostra scomparsa". 

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Il sindaco Leoluca Orlando ha proclamato il lutto cittadino, così come il primo cittadino di Casteldaccia. Pure il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque ha proclamato il lutto cittadino per oggi "per manifestare il proprio cordoglio e quello di tutta la città di Bagheria per la morte dei concittadini Monia Giordano, del suo piccolo Francesco e della suocera Nunzia Flamia e di tutte le nove vittime del maltempo cadute a Casteldaccia nella serata di sabato 3 novembre". Il sindaco ha disposto l'esposizione delle bandiere a mezz'asta su  tutti gli edifici comunali e la celebrazione di un minuto di silenzio negli uffici comunali, e negli istituti scolastici cittadini, alle ore 10,30. Il primo cittadino parteciperà anche ai funerali di oggi con  una delegazione municipale accompagnata dal gonfalone comunale. Il  presidente del Consiglio comunale Marco Maggiore, a nome suo e del  Consiglio comunale "esprime profondo cordoglio e vicinanza alla  famiglia per la tragica perdita dei loro cari".

Lanciata raccolta fondi per la piccola Asia

Malore alla camera ardente per l'unico sopravvissuto

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