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"Tardarono il parto cesareo", indagate ginecologa e ostetrica al Buccheri La Ferla

Nel mirino Gabriella Vivirito e Viviana Accetta, indagate per lesioni personali gravissime e colpa cosciente. Le loro decisioni avrebbero causato un'encefalopatia ipossica in un neonato, venuto al mondo con gravi danni al cervello

Avrebbero tardato ad effettuare il cesareo, nonostante il tracciato indicasse alcune anomalie, e non si sarebbero accorte della scarsa quantità di ossigeno che arrivava al cervello del bimbo. Nuovo presunto caso di malasanità al Buccheri La Ferla, dove la ginecologa Gabriella Vivirito e l’ostetrica Viviana Accetta sono state indagate per lesioni personali gravissime e colpa cosciente. Il piccolo, infatti, è nato con una grave encefalopatia ipossica.

I fatti risalgono alla fine del 2014, quando una donna di 39 anni entrò in sala parto poco prima della mezzanotte, accompagnata dal marito. Il monitoraggio del feto aveva evidenziato un problema legato alla quantità di ossigeno che arrivava al cervello. Invece di procedere con il cesareo, secondo l’accusa, le due avrebbero “perso” oltre due ore tentando alcune manovre che avrebbero però aggravato le sue condizioni.

In quel frangente avrebbero anche spinto coi gomiti sulla pancia della madre per favorire il parto. Ma quelle sei manovre “Kristeller” sarebbero state inappropriate viste le condizioni e la posizione del bambino. Una volta venuto alla luce, al bambino è stata diagnosticata un’encefalopatia ipossica. Questa la ricostruzione a supporto della tesi del procuratore Renza Cescon. Archiviate invece le posizioni di una seconda ginecologa e di un anestesista e di un medico, quello che visitò per primo la donna dopo l’arrivo al pronto soccorso.

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