Venerdì, 25 Giugno 2021
Mafia Zen / Via Gino Zappa

La mafia allo Zen bussava così: "5 euro a settimana a ogni commerciante"

Tutti pagavano un "obolo" a Cosa nostra. E' uno dei retroscena emersi nell'ambito dell'operazione "Fiume" che ha portato all'arresto di 17 persone. Obiettivo dei mafiosi: marcare il territorio e segnalare la loro presenza nel quartiere con la legge del "poco ma tutti"

Via Gino Zappa

Qualcosa forse è cambiato. Quando gli uomini della Dia all'alba di oggi arrestavano le 17 persone che comandavano la cosca dello Zen, nell'ambito dell'operazione Fiume, molti abitanti del popolare rione hanno mostrato, seppur timidamente, il proprio consenso verso il lavoro svolto dalle forze dell'ordine. A confermarlo sono stati il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, il direttore della Dia, Arturo De Felice ed il procuratore aggiunto Vittorio Teresi, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella sede della Dia. "Si è trattato di un segnale importante, che lascia ben sperare per il futuro", hanno detto i magistrati, in un quartiere che da sempre viene considerato una roccaforte, tanto per Cosa nostra, quanto per la microcriminalità che spesso ha come "teatro" le strade tra i palazzoni in cemento armato dello Zen.

Eppure dalle indagini che hanno portato all'operazione "Fiume", è emerso come la stragrande maggioranza dei commercianti, se non la totalità di essi, pagasse un "obolo" a Cosa nostra. I mafiosi chiedevano cinque euro a settimana alle diverse attività commerciali per marcare il territorio, segnalare la loro presenza nel quartiere. "Non è importante la quantità dell'importo - ha detto il procuratore aggiunto Teresi -. Quanto il fatto che pagassero tutti. Un segno del dominio del territorio da parte di Cosa nostra per affermare il proprio potere su quella zona. E' la forza intimidatoria che conta".

Pagavano tutti ad esempio in via Gino Zappa, una delle arterie più importanti dello Zen. Dal barbiere al gommista, tutti qua sono costretti a versare ai boss cinque euro a settimana. Una cifra molto modesta a cui difficilmente si può dire di no.  La legge è quella del "poco ma tutti". Perché chiedere 5 euro significa dominare il territorio con il terrore. "Cosa Nostra - ha continuato Teresi - ha la capacità di tarare esattamente la richiesta di estersione e di capire quale sia la possibilità economica della vittima. La famiglia dello Zen non traeva grandi benefici economici da queste attività, ma sono delle vere e proprie estorsioni ambientali, a basso prezzo, per avere il controllo del quartiere".

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