Mafia Alimena

"Soldi in cambio di voti": adesso la Prefettura sospende il sindaco di Alimena

Il decreto è stato adottato stamattina da Giuseppe Forlani, come previsto dalla legge Severino. Venerdì scorso, per Giuseppe Scrivano, era arrivata la condanna a 4 anni e 8 mesi dalla terza sezione del tribunale

Sospeso il sindaco di Alimena, Giuseppe Scrivano, dopo la condanna a 4 anni e 8 mesi per voto di scambio politico-mafioso, inflitta venerdì pomeriggio dalla terza sezione del tribunale. Il decreto è stato adottato stamattina dal prefetto Giuseppe Forlani, come previsto dalla legge Severino.

L'avvocato di Scrivano aveva preannunciato il ricorso in appello contro la sentenza, ma anche contro questo provvedimento da parte della prefettura che era quasi scontato.

Il collegio presieduto da Fabrizio La Cascia, venerdì, ha accolto in pieno le richieste del sostituto procuratore Francesca Mazzocco (che aveva chiesto la condanna a 5 anni): Scrivano avrebbe comprato 50 preferenze per 2.500 dai mafiosi di Bagheria, quando nel 2012 si candidò alle elezioni regionali con la Lista Musumeci. Il tramite tra il boss Carmelo Bartolone e il sindaco - che, nonostante la grave accusa di 416-ter e un altro processo pendente a Termini Imerese per peculato, era stato rieletto primo cittadino di Alimena nel 2018 - sarebbe stato Michelangelo Lesto (già condannato in via definitiva a 7 anni). 

Dall'inchiesta Argo dei carabinieri erano emerse intercettazioni, anche video, degli incontri tra Scrivano e Bartolone. L'imputato ha sempre respinto l'accusa, sostenendo di aver pagato per dei servizi elettorali e non certo per aver il sostegno di Cosa nostra. Una tesi peraltro confermata dallo stesso Bartolone. Ma alla quale non hanno mai creduto né la Procura né, ora, i giudici di primo grado. 

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