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Mafia e scommesse, imprenditore torna in carcere: domiciliari violati e incontri segreti in uno studio medico

Operazione messa a segno dalla guardia di finanza: nel mirino finisce ancora una volta Vincenzo Fiore

E' accusato di avere violato gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico a cui era stato sottoposto nell'ambito un'un inchiesta del 2021 della Procura di Palermo su presunte infiltrazioni mafiose nel settore delle scommesse on line. Per questo motivo l'imprenditore Vincenzo Fiore, 44 anni, è tornato in carcere.

L'uomo per motivi di salute aveva ottenuto di potersi recare in alcuni studi medici. Ma, secondo finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria, durante il tragitto si sarebbe più volte incontrato con il padre e un coimputato in altro procedimento. E' successo l'8 marzo in via Marchese di Villabianca (in uno studio odontoiatrico), il 10 marzo in via XII gennaio (in uno studio medico), il 15 marzo di nuovo in via Marchese di Villabianca.

Vincenzo Fiore, in aggravamento della misura degli arresti domiciliari, è stato portato in carcere al Pagliarelli su provvedimento firmato del presidente della seconda sezione della Corte d'Appello, Antonio Napoli. A febbraio dello scorso anno l'imprenditore era stato condannato dalla stessa corte a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio. Fiore aveva ottenuto gli arresti domiciliari perché il gip aveva tenuto conto del fatto che fosse incensurato e che l'azienda al centro delle indagini sulle scommesse on line nell'orbita della mafia fosse stata sequestrata.

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