"Rinuncio alla scorta. Chiedo sicurezza, non autisti": l'appello di Valeria Grasso

Avvicinata dai clan per la "messa a posto" della sua palestra si è sempre rifiutata di pagare il pizzo ed è sotto tutela. L'imprenditrice denuncia: "Mezzi non idonei, preferisco proteggere gli agenti"

Valeria Grasso

“Chiedo che mi venga revocata la scorta. Ho a disposizione un mezzo non idoneo per la mia tutela e a questo punto, dopo vari e reiterati reclami, poiché non voglio assumermi la responsabilità di quanto potrebbe accadere ai due uomini che garantiscono la mia tutela, preferisco, con responsabilità, di proteggere almeno loro". E’ la denuncia di Valeria Grasso, responsabile del laboratorio antimafia dell’Idv e testimone di giustizia.

Valeria Grasso è uno dei volti simbolo del "no" alla mafia. Avvicinata dai clan per la "messa a posto" della sua palestra si è sempre rifiutata di pagare il pizzo. L'imprenditrice ha subito intimidazioni via via più pesanti, è stata obbligata a cambiare vita e vivere in una località protetta. Nel 2013 è riuscita a riaprire la sua attività e nel 2014 le è stata potenziata la scorta.

"Ho bisogno di tutela e sicurezza non di autisti - ribadisce Valeria Grasso - Fino ad ora nulla è accaduto e siamo tutti sereni, ma come è noto, l’Italia è il paese del giorno dopo. Dovesse nel caso, accadere qualunque tipo di atto nei miei confronti, non sarebbero in grado di proteggere né me, né loro. Ed io, questo, non lo posso consentire. Il Presidente Mattarella nei giorni scorsi, nel convocare i prefetti, li ha sensibilizzati per una maggiore tutela  di chi ha un impegno per la legalità. Ma tant’è. I carabinieri e comunque le persone che sono destinate alle scorse, sono a 'rischio vita' per la pericolosità delle loro azioni. Non mi sento sufficientemente tutelata dopo che sono stata in località segreta io e la mia famiglia, dopo aver fatto arrestare noti esponenti della mafia siciliana. A questo punto, rinuncio e chiedo che mi venga revocata la tutela perché non posso far rischiare la vita con me, ad altre due persone. Chiederò un incontro al ministro Alfano e contestualmente una revisione delle scorte in tutta Italia”

 

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