Domenica, 13 Giugno 2021
Mafia

Trattativa Stato-mafia, Totò Riina accusa un malore

Il boss era collegato in teleconferenza dal carcere di Opera a Milano. Intanto la Procura si oppone alla costituzione di parte civile del fratello di Borsellino e dice sì alle Agende rosse e ai familiari dell'eurodeputato dc Salvo Lima. Assenti in aula Mancino e Ciancimino

Il boss Totò Riina, collegato in teleconferenza dal carcere di Opera a Milano, ha avvertito un malore durante la seconda udienza del processo per la trattativa Stato-mafia. Riina è stato subito portato via, ma si è mosso con i propri piedi mentre il presidente Alfredo Montalto si ritirava con la corte in camera di consiglio per decidere sull'ammissione delle parti civili. Alla ripresa del dibattimento saranno date altre informazioni sulle condizioni del boss.

Intanto si allunga la lista delle possibili costituzioni di parti civili al processo che si svolge davanti alla corte d'Assise di Palermo. Oltre alle 10 già costituite, e alle altre 14 che avevano inoltrato la stessa richiesta nella scorsa udienza, ci sono anche l'associazione antiracket di Marsala, l'associazione antimafie Rita Atria, il Comune di Capaci.

Il pm Francesco Del Bene (per la procura sono presenti anche l'aggiunto Vittorio Teresi e i sostituti Nino Di Matteo e Roberto Tartaglia) ha chiesto l'ammissione del Comune di Firenze, della Regione Toscana, dell'associazione dei Georgofili, così come dell'associazione Addiopizzo, dei familiari di Salvo Lima, dell'associazione Libera, del Comune di Campofelice di Roccella.

In più il pm ha invocato l'estensione della costituzione di parte civile del Comune di Palermo anche contro l'ex politico Nicola Mancino che avrebbe leso "senza alcun dubbio" l'immagine della città. Il pm ha invece chiesto di non ammettere Salvatore Borsellino nella veste di fratello del magistrato ucciso, ma solo come leader del movimento Agende rosse. La procura si è infine pronunciata contro le altre richieste tra cui Libere terre, l'associazione Rita Atria, il Comune di Capaci, l'antiracket di Marsala. La maggior parte degli avvocati si è pronunciata negativamente su alcune o su tutte le richieste di costituzione di parte civile. (Ansa)

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