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Renato Sutera e Giovanni Sutera

Renato Sutera e Giovanni Sutera

Affari di famiglia con la marijuana spagnola: arrestati due fratelli palermitani a Firenze

Un pericoloso latitante catalano era il gancio di Giovanni e Renato Sutera, mafiosi appartenenti a Cosa Nostra e titolari di un bar in centro a Firenze. Il più grande era in libertà condizionale dopo essere stato condannato all'ergastolo per l'omicidio di un gioielliere e di una 17enne

Operazione internazionale antidroga questa mattina, coordinata dalla procura distrettuale antimafia di Firenze. I carabinieri di Firenze hanno arrestato all'alba i fratelli palermitani Giovanni e Renato Sutera, 60 e 56 anni. “Due esponenti di Cosa Nostra, che avevano acquistato un bar nel centro di Firenze e intanto si dedicavano al traffico di stupefacenti”, ha dichiarato questa mattina il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo illustrando l'operazione.

I fratelli Sutera, secondo quanto riferiscono gli investigatori, erano di fatto i titolari del bar pasticceria 'Curtatone', in Borgo Ognissanti, nel pieno centro di Firenze. La gestione veniva affidata poi a quelli che per gli inquirenti sarebbero stati dei semplici prestanome, passati attraverso tre distinte società, Siga Srl, Mela Srl e Caffè Italia srl. Tra le altre accuse anche quella di aver fatto fallire le varie società che gestivano il bar (che non è stato sottoposto a sequestro e resta aperto) “al fine di eludere il fisco e garantirsi un cospicuo ingiusto profitto”. Che poi veniva utilizzato per finanziare un'associazione finalizzata alla coltivazione, in Spagna, di ingenti quantitativi di marijuana da importare e commercializzare in territorio nazionale.

Operazione affari di famiglia-2

Oltre ai fratelli Sutera, ora rinchiusi nel carcere di Sollicciano, sono stati arrestati anche lo spagnolo Ruben Crespo Guerra in Spagna e Delia Pavlin, di origine albanese, nei pressi di Bergamo. Crespo Guerra è un pluripregiudicato con precedenti per omicidio, rapina e traffico di droga, ed era colui che organizzava le piantagioni della marijuana in Spagna, alcune già scoperte dalla polizia spagnola nel giugno 2017 nei pressi di Tarragona. Pavlin avrebbe dovuto essere il destinatario di parte della droga che doveva essere prodotta e portata in Italia.

Tra gli elementi più inquietanti emersi anche quello che Giovanni Sutera fino ad oggi era in libertà condizionale, dopo essere stato in passato condannato all'ergastolo come autore dell'omicidio di un gioielliere fiorentino e della 17enne Graziella Campagna, quest'ultima uccisa in provincia di Messina nel 1985.

Gli indagati in tutto sono 12. I reati contestati agli arrestati e agli indagati, a vario titolo, sono quelli di associazione a delinquere, produzione, traffico e detenzione di stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori e bancarotta fraudolenta. Le indagini che hanno portato all'operazione odierna, denominata 'Affari di famiglia', erano partite nel dicembre 2016 e si sono servite anche di intercettazioni telefoniche e ambientali.

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