Mafia

Nuove minacce di Totò Riina al pm Nino Di Matteo

Il boss corleonese è stato intercettato mentre parlava con un boss della Sacra corona unita. Le intercettazioni registrate dalle cimici sono diverse. Il ministro dell'Interno ha assicurato un'ulteriore protezione per Di Matteo

E' stato intercettato mentre parlava con un boss della Sacra corona unita. Parole pesanti, minacce che non sarebbero neanche velate. Il capo dei capi, Totò Riina, ha messo nel mirino il pm palermitano Antonino Di Matteo, uno dei giudici che si sta occupando della trattativa tra Stato e mafia. Le intercettazioni registrate dalle cimici, piazzate nel carcere di Opera, a Milano, in cui è detenuto il boss corleonese, sono diverse. Solo due settimane fa Riina, secondo la versione di un secondino, si era già lasciato andare a uno sfogo con un detenuto: "Di Matteo deve morire", aveva urlato.

I particolari sulle nuove minacce, che sono state registrate di recente dalle microspie, sono emersi durante il comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza che si è tenuto ieri, nel tardo pomeriggio a Palermo. Il comitato è stato presieduto dal ministro dell'Interno Angelino Alfano. Delle minacce si occupa, ancora una volta, la Procura di Caltanissetta che già indaga sulle intimidazioni subite dai magistrati sempre da Totò Riina. Alfano ha confermato che esistono segnali che non fanno escludere la possibilità di un ritorno di Cosa Nostra, dopo anni di silenzio, alla strategia stragista degli anni ’90.

Proprio ieri il ministro Alfano, durante il comitato, ha annunciato che è "disponibile" per il pm Di Matteo un'ulteriore protezione (GUARDA IL VIDEO), con un dispositivo chiamato "bomb jammer", cioè un'apparecchiatura che blocca i telecomandi a distanza. La dotazione di questa apparecchiatura è stata subordinata all’accertamento che non sia dannoso per la salute di chi lo usa e dei soggetti che vengono a contatto con esso.

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