Mafia

Riina: "Berlusconi ci dava 250 milioni ogni sei mesi"

Il boss in carcere fa una confessione dopo l'altra. Nel mirino questa volta è finito don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che gestisce diversi beni confiscati alla mafia: "Questo prete somiglia a padre Puglisi, putissimo pure ammazzarlo"

Il boss Totò Riina in carcere fa una confessione dopo l'altra. Nel mirino questa volta è finito don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che gestisce diversi beni confiscati alla mafia. Il quotidiano La Repubblica ha svelato il contenuto di nuove intercettazioni nel carcere milanese di Opera. Qua il Capo dei capi si confida spesso con il boss pugliese Alberto Lorusso.

"Questo prete è una stampa e una figura che somiglia a padre Puglisi", ha detto Riina riferendosi al sacerdote palermitano ucciso dalla mafia per il suo impegno nel quartiere palermitano di Brancaccio. "Ciotti, Ciotti, putissimo pure ammazzarlo", possiamo pure ammazzarlo, afferma Riina. Le frasi risalgono al 14 settembre del 2013 e portarono ad alzare il livello delle misure di sicurezza a protezione del sacerdote.

Ma Riina ha parlato anche di Berlusconi. Sempre al compagno di carcere Lorusso, il padrino di Corleone ha detto ridendo: "Che disgraziato, è un figlio di puttana che non ce n'è". E poi, più serio: "A noialtri ci dava 250 milioni ogni sei mesi". Questa frase - come le altre - è finita nelle intercettazioni disposte dai pm di Palermo nel processo "trattativa".

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