Sabato, 19 Giugno 2021
Mafia

Dalla latitanza al ritorno in patria: rientra il boss Messicati Vitale

Un cavillo legale nella richiesta di estradizione avrebbe permesso al capomafia di Villabate di rivedere la Sicilia. Per lui obbligo di dimora nel capoluogo. La replica del procuratore Agueci: "Non c'è stata alcuna dimenticanza"

Il capomafia di Villabate mentre prende il sole nel lussuoso residence

Dalla latitanza in Indonesia al rientro in patria su un volo di linea, il passo è "breve". Dopo un anno di carcere in Indonesia torna a Palermo il boss di Villabate Antonino Messicati Vitale. Adesso, o comunque per il momento, sarà un uomo libero per un cavillo legale: avrà l'obbligo di dimora nel capoluogo, ma ha già fatto ricorso chiedendo di essere trasferito a Portella di Mare (Misilmeri).

L'errore fatto dalla Procura starebbe nella mancata traduzione di alcuni documenti nella richiesta di estradizione fatta attraverso una rogatoria. La scadenza dei termini indicati, dunque, avrebbe portato alla sua scarcerazione. Messicati Vitale, catturato lo scorso dicembre dai carabinieri con la collaborazione del Servizio internazionale di polizia, si nascondeva in un lussuoso residence di Bali. (GUARDA IL VIDEO) Il giovane boss è accusato di associazione mafiosa ed estorsione aggravata, accertata da intercettazioni ambientali e telefoniche.

Gli investigatori risalirono a  lui anche grazie al pedinamento delle persone a lui vicine, in particolar modo dei suoi congiunti. I sospetti degli investigatori sono infatti stati confermati da un viaggio a Bali fatto da alcuni familiari. Figlio di Pietro (spietato killer della famiglia mafiosa di Villabate ed ucciso ad Aspra nel 1988), Messicati Vitale è stato tratto in arresto una prima volta nel 1995 dal nucleo Investigativo di Palermo nell’ambito dell’operazione antimafia denominata "Venerdì nero".

Non ha tardato a replicare il procuratore Leonardo Agueci, che ha affermato come non ci sia stata alcuna inerzia nei tempi di espletamento della rogatoria: "Nessuna dimenticanza - ha spiegato il procuratore -, la procura si è attivata tempestivamente per evitare la scarcerazione. I ritardi sono dovuti ai tempi lunghi legati al coinvolgimento di un paese come l'Indonesia che non è nell'area Schengen. Peraltro - conclude Agueci - la procura ha chiesto la proroga della custodia cautelare al gip che non l'ha concessa".

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