Torna in cella anche Franco Cataldo, uno dei carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo

Lo ha deciso il magistrato di Sorveglianza di Milano, che il 20 aprile gli aveva concesso i domiciliari per 6 mesi per gravi motivi di salute. Ora il Dap ha indicato un penitenziario calabrese dove il detenuto, che ha 85 anni e due tumori, potrà essere curato. Gli avvocati dell'ergastolano ricorreranno in Cassazione

E' tornato in carcere, in Calabria, Franco Cataldo, condannato all'ergastolo perché fu uno dei carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo, che il 20 aprile aveva ottenuto per gravi motivi di salute un differimento della pena di 6 mesi e la possibilità di andare agli arresti domiciliari nella sua casa di Giardinello. La decisione è stata presa dallo stesso magistrato di sorveglianza di Milano che gli aveva concesso di uscire dal carcere di Opera, dopo che il Dap ha segnalato una struttura adatta per curare il detenuto anche in cella, rimarcando che i casi di contagio da Covid-19 in Calabria sono bassissimi e che dunque il virus non costituirebbe più un pericolo per Cataldo.

L'ergastolano, che ha 85 anni, è affetto da due tumori. Era stato trasferito a Opera proprio per poter essere curato, ma nel frattempo la Lombardia era diventata il cuore della pandemia in Europa. Da qui la decisione di mandarlo temporaneamente a casa.

Come è successo ieri per il boss Franco Bonura, ritornato anche lui in cella dopo aver ottenuto un differimento della pena (che ha ormai quasi integralmente scontato), è stato applicato retroattivamente il nuovo decreto voluto dal minsitro della Giustizia, Alfonso Bonafede, dopo le polemiche suscitate dalle presunte scarcerazioni facili legate all'emergenza sanitaria. 

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Gli avvocati di Cataldo, Rosanna Vella e Claudia Naccari, preannunciano il ricorso in Cassazione, dove quasi certamente sarà sollevata la questione dell'illegittimità costituzionale, visto che appunto la norma viene applicata in maniera retroattiva.

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