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Mafia, dopo i negozi di pneumatici anche i centri di revisione: nuovo sequestro per Gammicchia

Formalmente aveva solo alcune quote, ma secondo le indagini della guardia di finanza i centri del consorzio erano riconducibili all'imprenditore e alla sua famiglia. A novembre 2019 il sequestro da 17 milioni di euro per aver investito i soldi dei Galatolo e dei Fontana

Dopo i cinque punti vendita, le auto, i conti correnti e le polizze assicurative, finisce sotto sequestro anche il consorzio per la revisione dei veicoli di Vincenzo Gammicchia. Un altro provvedimento emesso dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo ed eseguito dalla guardia di finanza si abbatte sull’imprenditore 72enne dopo quello di novembre 2019, frutto delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo che avrebbero fatto emergere la "provenienza illecita delle risorse investite e provenienti dalle famiglie mafiose Galatolo e Fontana".

A finire sotto sequestro lo scorso anno erano state, fra le altre cose, le quote societarie di Gammicchia in un consorzio attivo nel settore della revisione dei veicoli. Nell’ambito delle operazioni di immissione in possesso dei beni in sequestro è stata acquisita documentazione contabile e societaria che ha consentito agli specialisti del gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata del Nucleo di polizia economico-finanziaria di sviluppare ulteriori approfondimenti sul consorzio di cui Gammicchia e la sua famiglia detenevano formalmente alcune quote societarie.

“Sulla base delle investigazioni fondate sull’analisi documentale e sulle dichiarazioni dei soggetti che nel corso degli anni risultavano aver fatto parte del predetto consorzio - spiegano dal Comando provinciale - è emerso che questi ultimi erano totalmente estranei alla gestione dello stesso, non avendo mai operato investimenti per acquisirne le quote né partecipato agli utili o alle scelte imprenditoriali e/o commerciali. Nei fatti l’azienda era interamente riconducibile a Gammicchia quale strumento operativo della più complessa strategia imprenditoriale del proposto”.

Alla luce dei risultati investigativi il tribunale di Palermo ha sottoposto a sequestro l’intero capitale sociale e il complesso dei beni aziendali del consorzio, nonché rapporti bancari e polizze di investimento per un valore totale di oltre 2 milioni di euro. Tutte le imprese e i beni sequestrati a novembre scorso, per un valore complessivo di 17 milioni di euro, e quelle menzionate nell’ultimo provvedimento proseguiranno regolarmente la loro attività e saranno affidate a un amministratore giudiziario che le gestirà nell’interesse della collettività.

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