Mafia San Giuseppe Jato

Mafia, sequestro da mezzo milione al presunto boss di San Giuseppe Jato

I carabinieri hanno eseguito il decreto emesso dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo nei confronti di Salvatore Mulè. Il 40enne, ritenuto reggente della famiglia mafiosa, è stato condannato a 18 anni di carcere

E’ stato assolto in primo e secondo grado per l’inutilizzabilità di alcune intercettazioni, poi è stato nuovamente arrestato poiché ritenuto reggente del mandamento mafioso di San Giuseppe Jato. I carabinieri del Nucleo investigativo di Monreale hanno eseguito un decreto di sequestro beni del valore di circa mezzo milione, emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, nei confronti del 40enne Salvatore Mulè (nella foto a destra) a seguito degli accertamenti delegati dal procuratore aggiunto Bernardo Petralia. 

Salvatore MulèMulè, conosciuto negli ambienti criminali come "u' sicarro" è stato arrestato nell’aprile 2013 insieme ad altri 36 soggetti (LEGGI I NOMI) al termine dell’operazione "Nuovo mandamento" poiché considerato uno dei boss di San Giuseppe Jato. Dopo l'operzione "Perseo" del 2009 era riuscito a farla franca a causa di alcuni vizi formali relativi alle intercettazioni. Il 40enne, ritenuto responsabile di associazione mafiosa, estorsioni, furti di bestiame, produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, è stato condannato dal gip nel maggio 2015 a scontare 18 anni di carcere.

Il boss di San Giuseppe Jato si trova oggi detenuto al regime del 41 bis. "Sulla base di un processo indiziario presunto da quelle investigazioni, nonché sulla base della sproporzione tra i redditi dichiarati - spiegano dal Comando provinciale - ed il patrimonio immobiliare posseduto dal predetto, la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo ha disposto il sequestro dei beni intestati e riconducibili a Mulè, alla moglie e al figlio". Si tratta di un villino, un magazzino e un appezzamento a San Cipirello, un’azienda operante nel settore zootecnico, otto rapporti bancari e finanziari, cinque autovetture per un valore complessivo di circa 500 mila di euro".

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