Mafia, sequestrate due aziende della famiglia Impastato: "Aggirate le misure di prevenzione"

I sigilli sono scattati per la Unicem srl con sede a Montelepre e la Adelkan srl di Alcamo intestate a Giuseppe e Stefano Impastato, figli di Andrea. L'imprenditore nel mese di giugno ha finito di scontare una condanna scattata perchè ritenuto uomo di fiducia di Bernardo Provenzano

La polizia all'interno del cantiere

Nuovo sequestro beni per l’imprenditore Andrea Impastato, 69 anni, originaro di Cinisi. I sigilli sono scattati per due imprese, intestate ai figli Giuseppe e Stefano, la Unicem srl con sede a Montelepre e la Adelkan srl di Alcamo. Andrea Impastato era finito in manette nel 2002 perchè ritenuto uomo di fiducia di Bernardo Provenzano, nel 2005 era stato condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso a 4 anni reclusione, all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e un anno di libertà vigilata, nel 2008 era scattato il sequestro del suo patrimonio. Lo scorso mese di giugno ha finito di scontare la condanna.

Sotto sequestro stamani anche numerosi veicoli e macchinari per la produzione di calcestruzzo; conti correnti riferibili alle imprese, con saldo complessivo di circa 80 mila euro, assegni bancari per un valore totale di circa 133 mila euro. I beni sottratti alla famiglia Impastato hanno un valore complessivo di un milione e mezzo di euro.

"Prendendo spunto dai documentati contatti, sia personali che economici, di Andrea Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa nostra, quali Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo - spiegano gli inquirenti - i poliziotti della sezione misure di prevenzione della sivisione anticrimine della questura hanno ricostruito una complessa e articolata rete di interessi economici a lui riconducibili, gestita attraverso l’utilizzo di soggetti, alcuni dei quali reclutati in ambito familiare, intestatari fittizi di aziende e beni immobili. Già nel 2013 il tribunale di Palermo aveva disposto il sequestro di numerosi beni intestati ai suoi familiari, tra cui la società Icocem srl costituita nel 2012 dai figli Giuseppe e Stefano. Nel 2015 la Questura ha accertato che gli stessi soggetti avevano costituito una nuova società denominata Unicem srl avente medesimo oggetto sociale, commercio all’ingrosso di materiale edile, stessa sede operativa, Carini, e stessa compagine sociale, composta proprio dai due figli di Andrea, Giuseppe e Stefano Impastato, detentori del 50% ciascuno della proprietà dell’impresa". 

Per gli inquirenti, non si tratta di coincidenze, ma un modo per eludere le misure di prevenzione. La costituzione delle due imprese costituisse è ritenuta "uno strumento utilizzato da Andrea Impastato e dai suoi figli per eludere il sequestro di prevenzione e riaffermare la sua presenza nel settore della produzione e del commercio di calcestruzzo". Da qui la richiesta della Procura di estendere il sequestro anche alla Unicem e alla Adelkan srl di Alcamo (di proprietà per il 70% del figlio Giuseppe e per il restante 30% di Giovanna Mistretta, moglie di Vito Cammarata, già dipendente e/o socio di alcune delle società sottoposte a sequestro ndr).

Entrambe le richieste sono state ora accolte dal Tribunale per le misure di prevenzione, anche alla luce del fatto che "i soci delle due compagini sociali avevano sempre dichiarato redditi modesti, incompatibili sia con la costituzione e l’avviamento delle imprese commerciali, sia con i successivi investimenti, come l’acquisto di materiali e veicoli".

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Il legale della famiglia Impastato, l'avvocato Andrea Dell'Aira, si dice "sorpreso" dal provvedimento e ricorda che gli stessi figli che si sono costituiti parte civile e sono destinatari di risarcimenti dai presunti mafiosi per estorsione.

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