Giovedì, 29 Luglio 2021
Mafia

"E' vicino al boss Messina Denaro", sequestrati beni per 60 milioni all'imprenditore Savalle

L'operazione è stata condotta dalla Guardia di finanza di Palermo e dai carabinieri del Ros con il coordinamento della Dda. Sigilli a beni immobili e conti bancari

Uno degli immobili sotto sequestro

Un impero da oltre sessanta milioni di euro, tra beni immobili e disponibilità finanziarie, è stato sequestrato a Giovanni Savalle, esperto fiscale-tributario e imprenditore del settore alberghiero e immobiliare ritenuto vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro. L'operazione è stata condotta dalla Guardia di finanza di Palermo e dai carabinieri del Ros.

Sequestrati i beni a Giovanni Savalle: sigilli a hotel, case e conti bancari | Video

L'inchiesta che ha portato al maxi sequestro è stata coordinata dalla Dda di Palermo. Il provvedimento è stato disposto dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Trapani. Per la finanza Savalle, ragioniere iscritto all'albo dei commercialisti e imprenditore alberghiero - suo il resort Kempisnky di Mazara del Vallo - sarebbe uno dei "tesorieri" del superlatitante Matteo Messina Denaro Recentemente è stato rinviato a giudizio per falso in bilancio in concorso con il titolare del laboratorio di analisi e ambulatorio palermitano Locorotondo. Gli inquirenti hanno trovato Savalle di ritorno dalla Svizzera con documenti che fanno pensare all'apertura di una serie di conti esteri.

Savalle viene definito vicino "a esponenti del mandamento mafioso di Castelvetrano inseriti nel circuito di favoreggiamento del latitante  Messina Denaro.  Tali rapporti hanno consentito, nel tempo, alle sue imprese di assumere rilevanti dimensioni nel tessuto economico della provincia di Trapani. E’ evidente infatti che lo stesso, nell’ambito della sua crescita imprenditoriale, avrebbe goduto dell'appoggio e della 'vicinanza' di influenti membri dell'associazione mafiosa quali Filippo Guttadauro (cognato di Messina Denaro) e Rosario Cascio, rispettivamente già reggenti del mandamento di Castelvetrano il primo e della storica famiglia di Partanna il secondo, nonché di personaggi quali Giovanni Franco Becchina, Girolamo Bellomo, Giovanni Risalvato e Giuseppe Grigoli, accumulando così un enorme patrimonio personale solo formalmente lecito. La pericolosità sociale di Savalle è riscontrabile sia in numerosi procedimenti penali nel settore tributario (relativi a dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, mancato pagamento di imposte) e nel settore fallimentare (bancarotta fraudolenta), sia in alcuni filoni di indagini condotte dal Ros nell’ambito della ricerca del latitante castelvetranese".

Savalle è stato coinvolto anche in una inchiesta della Procura di Torre Annunziata del 2014 su appalti affidati per il recupero e il restauro dell'area archeologica di Pompei, "pilotati" in direzione sempre delle stesse imprese, tra le quali la "Società Mediterranea S.p.A." aggiudicataria dei servizi di ristorazione, riconducibile al trapanese. Il sequestro riguarda 22 complessi aziendali, 12 pacchetti di partecipazione al capitale di altrettante società, 28 rapporti bancari, 47 fabbricati, 8 autoveicoli e la struttura dell'ex Kempisnsky per un valore complessivo di 62.922.867 euro.

La replica dei legali difensori di Savalle

"Nell’affermare la fiducia nella giustizia che non potrà non render conto della verità dei fatti, sottolineiamo l’estraneità di Savalle - scrivono gli avvocati Francesco Messina e Antonino Carmicio - alle contestazioni e ai pesanti sospetti sollevati. Il nostro assistito non ha nulla a che spartire col mafioso Matteo Messina Denaro né è mai stato consapevolmente contiguo a mafia e mafiosi di cui non hai mai cercato appoggio o sostegno né esplicito né implicito, per alcunché. Il dottor Savalle non ha intrattenuto né intrattiene alcuna relazione con patrimoni di illecita o illegale  formazione o provenienza. E riguardo ai vecchi procedimenti per i quali viene chiamato in causa, non può non rilevarsi come, in gran parte, si tratti di questioni ormai definite. Il nostro assistito Savalle resta a disposizione degli organi inquirenti ai quali darà piena collaborazione e ogni necessario chiarimento ai fini dell’indagine in corso. Ma poiché ogni provvedimento di prevenzione è basato sul sospetto investigativo, attendiamo fiduciosi lo sviluppo del procedimento, certi della buona fede e della legittima condotta del nostro assistito. Che attende con ansia che la giustizia faccia celermente il proprio corso affinché dubbi e sospetti avanzati sulla sua persona e integrità, siano fugati pienamente dalla magistratura giudicante".

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