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Mafia, sequestro di beni per gli eredi del clan Graziano: sigilli a 81 immobili e 4 società

Secondo gli inquirenti sarebbero "cresciuti" imprenditorialmente grazie al sostegno e alla protezione delle famiglie mafiose dei Madonia e dei Galatolo, alleate storiche dei corleonesi di Riina

Maxi sequestro di beni, tra Palermo e Udine, a carico degli eredi di Giovanni e Domenico Graziano. Il provvedimento, emesso dal tribunale di Palermo ed eseguito dal nucleo speciale di polizia valutaria, riguarda 81 beni immobili, quattro società, un autoveicolo e un'imbarcazione. (IL VIDEO)

In particolare, il sequestro colpisce Camillo, Massimiliano e Roberto Graziano, nipoti del capomafia Vincenzo, attualmente detenuto al regime del 41 bis. Secondo gli inquirenti i Graziano sarebbero "cresciuti" imprenditorialmente grazie al sostegno e alla protezione delle famiglie mafiose dei Madonia e dei Galatolo, alleate storiche dei corleonesi di Riina. "Le famiglie Madonia e Galatolo - spiegano le fiamme gialle - hanno fatto parte dell’ala stragista di Cosa nostra, hanno fatto crescere, in senso imprenditoriale, sotto la loro protezione i vari membri della famiglia Graziano i quali, secondo i giudici, devono il loro intero patrimonio alla vicinanza e alla cointeressenza con l’organizzazione mafiosa. Fra gli anni '80 e '90 le due famiglie del mandamento di Resuttana hanno concorso a deliberare, in combutta con i corleonesi i più efferati delitti, fra cui si ricorda il fallito attentato all’Addaura, e le stragi di Capaci e di via d’Amelio".

Il sequestro riguarda in primo luogo Domenico Graziano, deceduto alla fine del 2013: contro di lui le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Gaspare Mutolo, Salvatore Cucuzza, Giovanna e Vito Galatolo. "Sotto l’egida dei Madonia - chiariscono gli inquirenti - furono regolati i rapporti fra Domenico e Camillo Graziano, i costruttori Rappa e Salvatore Cucuzza, poi divenuto collaboratore di giustizia". Domenico Graziano si era da tempo trasferito a Udine "con l’intento di sottrarsi all’attenzione degli organi investigativi e qui aveva investito, o reinvestito, anche per conto
dei citati danti causa, i patrimoni accumulati nel tempo".

Il figlio di Domenico, Camillo, è stato coinvolto nella maxi inchiesta sui clan palermitani denominata "Apocalisse" e nelle indagini realtive all’organizzazione dell’attentato ai danni di Nino Di Matteo. L'altro figlio, Massimiliano, ritenuto socialmente pericoloso, sarebbe, secondo il tribunale, direttamente coinvolto negli illeciti affari di famiglia.

Il sequestro ha riguardato anche Roberto Graziano, figlio di Giovanni. Si tratta di un personaggio emerso nell’ambito dell’indagine 'Apocalisse' e di recente condannato a 9 anni e 4 mesi per associazione mafiosa, estorsione e concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso. "Interagendo con gli altri esponenti del mandamento di Resuttana e della famiglia di Torretta, secondo il giudicato di primo grado, aveva imposto  - spiega la guardia di finanza - agli esercizi commerciali le slot machines di società contigue e, contestualmente, il pagamento del pizzo per ogni macchina".

Il sequestro giunge al termine del relativo procedimento di prevenzione, avviato dalla sezione specializzata della Procura diretta da Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Bernardo Petralia.

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