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Mafia, colpo al clan di Passo di Rigano: sotto sequestro altri beni e aziende per 2 milioni

Nel mirino il patrimonio degli Inzerillo e di altri uomini dello stesso mandamento. Il provvedimento, oltre che alla Karton Plastik di via Castellana, comprende l'Edil color di via Leonardo da Vinci, il 50% di un'impresa che opera nel settore del commercio alimentare, un immobile, nove auto e 17 conti correnti

Non solo la Karton Plastik di via Castellana ma anche l’Edil color di via Leonardo da Vinci, un’impresa attiva nel settore edile, un immobile, nove auto, 17 conti correnti e il 50% del capitale sociale di un’altra azienda che si occupa di commercio alimentare ora in amministrazione giudiziaria. Ammonta complessivamente a due milioni di euro il valore dei beni sequestrati dalla polizia sulla scorta di un provvedimento emesso dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo nei confronti Tommaso Inzerillo (72 anni), Francesco Inzerillo (65), Giuseppe Spatola (46), Benedetto Militello (34), Antonino Lo Presti (35), Antonino Fanara (36) e Alessandro Mannino (61). Sono tutti coinvolti a vario titolo nell’inchiesta New connection poiché considerati esponenti del mandamento di Passo di Rigano e, fatta eccezione per Lo Presti, sono stati tutti condannati in primo grado con l’abbreviato.

Il provvedimento, eseguito a metà febbraio dagli agenti dell’Ufficio misure di prevenzione patrimoniali, è frutto dell’attività investigativa e patrimoniale che si è sviluppata attorno agli imputati  “in quanto caratterizzati - si legge in una nota - da una pericolosità sociale ‘qualificata’ ai sensi del Codice antimafia in quanto gravemente indiziati di appartenere a Cosa nostra”. L’inchiesta madre è quella condotta da polizia ed Fbi sul ritorno degli “scappati” che aveva portato all’arresto di Tommaso e Franco Inzerillo e di altre diciassette persone indagate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione aggravata, trasferimento fraudolento di valori aggravato, concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso e altro. Le investigazioni sono servite a ricostruire i ruoli e le responsabilità nell’ambito del mandamento di Passo di Rigano-Boccadifalco, cui appartengono le famiglie di Passo di Rigano, Uditore, Boccadifalco e Torretta.

“Tali indagini - si legge ancora - hanno dimostrato come il mandamento di Passo di Rigano, nel quale opera con un ruolo decisivo la famiglia degli Inzerillo, abbia in tempi recenti assunto una rinnovata posizione di rilievo per Cosa nostra a Palermo, che ha consentito ad alcuni mafiosi di coltivare in modo proficuo i propri interessi criminosi, sfruttando in questo contesto anche i rapporti privilegiati intessuti da decenni con i sodali che si sono stabili in America. In tale contesto è emerso come i destinatari della misura patrimoniale facciano parte di unico gruppo, con a capo proprio Tommaso Inzerillo, caratterizzato dalla comunione non solo di interessi economici, ma anche da stretti rapporti di famigliarità. Circostanza, questa, che genera una profonda compenetrazione tra i legami di sangue e la storica appartenenza a Cosa nostra”.

Sulla base “dell’acclarata e persistente pericolosità sociale dei soggetti, condannati in primo grado nel settembre del 2021 per associazione per delinquere di stampo mafioso, nonché alcuni anche per i reati di intestazione fittizia di beni ed estorsione aggravati nonché per esercizio abusivo di attività di giochi e scommesse, sono state condotte indagini patrimoniali dall’ufficio Misure di prevenzione patrimoniali della divisione Anticrimine della questura di Palermo nei confronti degli stessi e dei loro rispettivi nuclei familiari conviventi, dalle quali è emersa una notevole sperequazione tra i redditi dichiarati al fisco e gli investimenti effettuati per i beni oggetto del sequestro”.

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