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Venerdì, 20 Maggio 2022
Mafia

Sigilli ai beni di 4 boss palermitani: valgono un milione e mezzo

Dal deposito di bibite alle ville: nel mirino della guardia di finanza - tra gli altri - anche Giovanni Bosco, reggente della famiglia mafiosa di Boccadifalco e Jimmy Celesia, 49 anni, boss di spicco del clan di Brancaccio

Uno schiaffo ad alcuni storici boss palermitani di spicco. La guardia di finanza ha sequestrato beni per un valore complessivo di circa un milione e 600 mila euro nell’ambito di diverse operazioni, sulla base di provvedimenti emessi dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo. Nel mirino dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria è finito anche Giovanni Bosco, 61 anni, ex reggente della famiglia mafiosa di Boccadifalco - Passo di Rigano ed in carcere dal 2001 per associazione a delinquere di tipo mafioso.

Le indagini hanno permesso di dimostrare come Bosco avesse partecipato a numerose riunioni con importanti esponenti dell’organizzazione mafiosa di altri mandamenti, tra i quali Giulio Caporrimo, reggente del mandamento di Tommaso Natale, Andrea Luparello (uomo d’onore della famiglia di Tommaso Natale), Cesare Lupo (reggente del mandamento di Brancaccio), Antonino Sacco (detto "Sacchiteddu", uomo d’onore della famiglia di Ciaculli), Giuseppe Arduino (uomo d’onore del mandamento di Brancaccio), Salvatore Seidita (reggente del mandamento della Noce), Gaetano Maranzano (anche lui del clan della Noce) e Giuseppe Calascibetta (uomo d’onore della famiglia di Santa Maria di Gesù ucciso a colpi di pistola a Palermo il 19 settembre 2011).

Le approfondite attività investigative condotte dalle fiamme gialle del Gico di Palermo hanno inoltre consentito di individuare altri uomini responsabili di aver accumulato in modo illecito ingenti patrimoni e che, per questo motivo, sono stati colpiti dalla misura di prevenzione. Si tratta di Giacomo Vaccaro, 62 anni, condannato in via definitiva e ritenuto vicino a Giuseppe Guttadauro, Girolamo Celesia, 49 anni, detto Jimmy, boss di spicco della famiglia mafiosa di Brancaccio e Pietro Mansueto, 57 anni, indicato da numerosi collaboratori di giustizia come prestanome dei Lo Piccolo, i capi del mandamento mafioso di San Lorenzo.

"Tra i beni sequestrati - spiegano dalla guardia di finanza - c'è un ampio terreno con annesso fabbricato in viale Regione Siciliana, di Pietro Mansueto, un deposito di bibite di Girolamo Celesia; un villino a Campofelice di Roccella riconducibile a Giacomo Vaccaro, e un’attività economica nel settore della ristorazione, intestata al figlio di Giovanni Bosco nella piazza di Boccadifalco".

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