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L'avvocato, la mafia e i soldi riciclati: maxi sequestro agli eredi di Marcatajo

Operazione della Finanza: sequestrati appartamenti e disponibilità finanziarie per circa un milione di euro. Nel mirino un altro professionista "prestanome" della criminalità organizzata, l'ingegnere Francesco Cuccio

Appartamenti, magazzini, soldi. Maxi operazione della guardia di finanza di Palermo: sequestrati immobili e disponibilità finanziarie per circa un milione di euro agli eredi dell'avvocato Marcello Marcatajo (morto lo scorso aprile) e dell'ingegnere Francesco Cuccio, 68 anni. I due professionisti furono arrestati a gennaio dal nucleo speciale di polizia valutaria,

Marcatajo era accusato di aver riciclato fondi delle famiglie mafiose Galatolo e Graziano, boss di Acquasanta e Resuttana. Ai suoi eredi sono stati sequestrati 7 immobili fra Palermo e San Vito Lo Capo, una cassetta di sicurezza e 9 rapporti bancari, per un valore complessivo pari a circa 553 mila euro, "corrispondente - dicono dalla Finanza - a somme di denaro che l’avvocato Marcatajo aveva ricevuto dalla famiglia Graziano. Nascondendone la provenienza illecita, il professionista aveva utilizzato questi soldi per acquistare beni immobili poi rivenduti a terzi in buona fede".

L'operazione è stata messa a segno dal nucleo di polizia tributaria, che ha eseguito i provvedimenti emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo sulla base di indagini eseguite sotto il coordinamento della Procura della Repubblica del capoluogo (Sezione Misure di Prevenzione). Nel mirino anche un esponente mafioso, Giampiero Scozzari, 42 anni, considerato particolarmente vicino al boss Gianni Nicchi e condannato dalla Corte d’Appello di Palermo a dieci anni di reclusione per aver fatto parte della famiglia mafiosa di Palermo-Pagliarelli. Scozzari, particolarmente attivo nel settore delle estorsioni, ha subìto il sequestro di due immobili e di 16 rapporti bancari, per circa 250 mila euro.

L'altro professionista “prestanome” della criminalità organizzata, era Francesco Cuccio, già sottoposto ad indagini per aver agevolato l’attività di Cosa nostra nello svolgimento della propria attività professionale di ingegnere. Infatti, si era adoperato affinché una società potesse eseguire dei lavori edili, ben sapendo che l’attività di tale impresa venisse svolta reimpiegando illeciti conferimenti in denaro riconducibili ai Graziano. Cuccio ha subìto il sequestro di un immobile, una cassetta di sicurezza e due rapporti bancari, per un valore complessivo pari a circa 200 mila euro;




 

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