Lunedì, 14 Giugno 2021
Mafia Resuttana-San Lorenzo

Operazione "Apocalisse", svelato dopo 100 anni il killer di Joe Petrosino

A rivelarlo, senza sapere di essere ascoltato dalle cimici degli investigatori, è stato uno dei discendenti dell'assassino. Il poliziotto italo americano era venuto a Palermo per sgominare una banda di mafiosi: fu ucciso a piazza Marina nel 1909

Joe Petrosino

A distanza di oltre un secolo è stato svelato chi ha ucciso il 12 marzo 1909 Joe Petrosino, il poliziotto italo americano venuto a Palermo per sgominare una banda di mafiosi. A rivelarlo, senza sapere di essere ascoltato dalle cimici degli investigatori, è stato uno dei discendenti del killer. E' uno dei retroscena della maxi operazione antimafia che all'alba di oggi ha portato all'arresto 95 persone. L'uomo, Domenico Palazzotto, 29 anni, si vantava con gli amici che il killer di Petrosino era stato uno zio del padre: "Ha fatto lui l'omicidio del primo poliziotto ucciso a Palermo. Lo ha ammazzato lui Joe Petrosino", aveva detto agli amici mentre le microspie lo registravano".

Joe Petrosino venne ucciso alle 20.45 del 12 marzo 1909, tre colpi di pistola in rapida successione e un quarto sparato subito dopo, suscitarono il panico nella piccola folla che attendeva il tram al capolinea di piazza Marina.

La figura di Paolo Palazzotto, zio del padre di Domenico Palazzotto, era passata agli onori della cronaca dell'epoca, essendo stato uno degli imputati dell'omicidio. Petrosino - come rilevato dalle notizie dell'epoca - arrestò, precedentemente, il giovane boss Palazzotto negli Stati Uniti come responsabile di un racket della prostituzione e di una tratta di donne bianche reclutate in Italia, dietro promesse di lavoro e matrimonio, per essere invece avviate sui marciapiedi di New York. Secondo la ricostruzione dei fatti, Palazzotto era rientrato in Italia poco dopo l'arrivo di Petrosino e avrebbe pubblicamente giurato di uccidere il detective.

Il boss, unitamente ad altri imputati, tra cui Vito Cascio Ferro, vennero processati per l'efferato delitto, ma assolti per insufficienza di prove. Nonostante l'epilogo, nel corso di una conversazione intercettata, Domenico, "nel rivendicare il proprio retaggio mafioso ultracentenario, garantito dalla discendenza con Paolo Palazzotto - spiegano gli inquirenti - conferma l'avvenuto omicidio ad opera del proprio congiunto per conto di Vito Cascio Ferro".

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