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(Foto Facebook)

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Mafia e scommesse, tra i beni sequestrati anche il "Magna Roma" e il "Kioskito"

Nell'ambito dell'inchiesta "All in" è stato bloccato il 25 per cento delle quote della ditta che gestisce il ristorante e la metà di quelle dell'azienda che si occupa del locale di Casteldaccia. In tutto è stato congelato un patrimonio di 5 milioni riconducibile a Francesco Paolo Maniscalco, Salvatore Rubino, Vincenzo Fiore e a un imprenditore salernitano

Tra i beni sequestrati stamattina dalla guardia di finanza, nell'ambito dell'inchiesta "All in", ci sono anche un quarto delle quote della società che gestisce il ristorante "Magna Roma" di via Paternostro, riconducibile alla famiglia di Francesco Paolo Maniscalco, e la metà di quelle dell'azienda che gestisce il "Kioskito" di Casteldaccia, riconducibili invece a Vincenzo Fiore. In tutto, i militari, cooridinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Dario Scaletta e Maria Pia Ticino, hanno apposto i sigilli a un patrimonio dal valore di circa 5 milioni di euro.

Il tribunale del Riesame annulla il sequestro

Nello specifico, il gip Walter Turturici, ha disposto per Francesco Paolo Maniscalco e i suoi parenti, oltre al sequestro dell'azienda che gestisce per un quarto il "Magna Roma", è stato compiuto anche quello della ditta individuale "Maniscalco Francesco Paolo" di via Bevagna 44, a Roma, che si occupa della vendita all'ingrosso di prodotto alimentari.

A Salvatore Rubino e ai suoi parenti sono stati tolti invece la ditta individuale "Salvatore Rubino" di via Ildebrando Pizzetti 48, a Palermo, quote pari al 25 per cento del capitale della "Only Game srl", società in liquidazione che si trova a Battipaglia, in provincia di Salerno, nel centro commerciale "L'Urbe", quote pari al 60 per cento del capitale della "Erredue srl", di Ardea, in provincia di Roma. Quest'ultima è un'azienda che gestisce un bar, pasticceria, gelateria, yogurteria e che ha pure un laboratorio per la produzione di dolci. Sequestrate anche una villa in contrada Corso a Favignana, una Fiat 500 X dal valore di 20 mila euro, tutte le quote della "Scm Service srls", che si trova sempre in città, in via Ildebrando Pizzetti 48 e che si occupa di consulenza per la gestione della logistica aziendale, il 40 per cento delle quote della "Advanta Studio srl" di via Enrico Bevignani 38, a Palermo, un appartamento nello stesso stabile, e il 99 per cento delle quote della "Alca.Bet. srl" di via Vanvitelli, a Roma, che si occupa di scommesse.

A Vincenzo Fiore e alla sua famiglia sono stati tolti i seguenti beni: il 50 per cento delle quote della "Kioskito srl" di Casteldaccia che gestisce l'omonimo locale, il 50 per cento delle quote della "Medi Commerce srl" di Battipaglia (in provincia di Salerno), una Audi A1 dal valore di quasi 5 mila euro, uno scooter Piaggio Beverly 300 dal valore di 5.500 euro e una Nissan Qashqai dal valore di 24.500 euro.

Infine al salernitano Christian Tortora e alla sua famiglia sono stati sequestrati il 50 per cento delle quote della "Medi Commerce srl" di Battipaglia (Salerno), un appartamento nella stessa città e una Mercede Glc 250 dal valore di 57.500 euro.
 

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