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Domenica, 28 Novembre 2021
Mafia

Mafia e scommesse on line, 16 condanne e 9 assoluzioni: 18 anni a Benedetto Bacchi

La sentenza dopo oltre 10 ore di camera di consiglio è stata emessa stanotte dalla quarta sezione del tribunale. Gli imputati erano tutti coinvolti nell'operazione "Game Over" messa a segno nel 2018 dalla squadra mobile. L'imprenditore, che partito da Partinico aveva costruito un impero con oltre 700 sale, ha sempre sostenuto di essere vittima dei boss

Fu la prima grande inchiesta in cui vennero fuori gli affari di Cosa nostra con le scommesse online e coinvolse uno degli imprenditori più noti del settore, Benedetto Bacchi, che partito da Partinico era riuscito a mettere su un impero composto da circa 700 sale sparse in tutta Italia, col marchio "B2875" e con sede legale a Malta. Secondo il pentito Vito Galatolo - che di scommesse si intendeva (avendo ripulito a suo dire circa mezzo milione di euro proprio con questo sistema) - Bacchi "si era preso Palermo". Stanotte il "re delle scommesse", assieme ad altri 15 imputati, è stato condannato dalla quarta sezione del tribunale: gli sono stati inflitti ben 18 anni di carcere, anche se lui si è sempre professato innocente ed ha sempre sostenuto di essere una vittima della mafia.

Il collegio presieduto da Riccardo Corleo - entrato in camera di consiglio alle 11 di ieri mattina e uscito intorno all'una di stanotte - ha anche sancito 9 assoluzioni, accogliendo dunque parzialmente le richieste del procuratore aggiunto Salvatore De Luca e del sostituto Giovanni Antoci. All'inchiesta della squadra mobile del 2018 da cui è nato il processo "Game Over" aveva lavorato anche il sostituto Amelia Luise. 

Oltre ai 18 anni inflitti a Bacchi, i giudici hanno condannato Diomiro Alessi, Domenico Bacchi, Vito Alessio Di Trapani e Giuseppe Italo Pecoraro (tutti alla pena di 2 anni ciascuno), Maicol Di Trapani (2 anni e 8 mesi), Salvatore Ingrasciotta (3 anni), Antonio Pantisano Trusciglio (2 anni e 9 mesi), Alessandro Rosario Lizzoli (2 anni e 8 mesi), Francesco Lo Iacono (classe 1980, 4 anni), Maurizio Primavera (3 anni e 4 mesi), Fabio Lo Iacono (3 anni e 4 mesi, è difeso dall'avvocato Miria Rizzo), Francesco Lo Iacono (classe 1976, un anno e mezzo), Francesco Paolo Pace (3 anni e 4 mesi), Francesco Regina (un anno) e Antonio Grigoli (2 anni e 8 mesi).

Gli imputati dovranno anche risarcire le parti civili, a cominciare dal Comune di Partinico (al quale è stata concessa una provvsionale di 30 mila euro) e il centro Pio La Torre (rappresentato dagli avvocati Ettore Barcellona e Francesco Cutraro), l'assocazione Antonio Caponetto, Sicindustria, Sos Impresa, Confcommercio, Confesercenti e Solidaria (7 mila euro di provvisionale ciascuno).

Il tribunale ha infine scagionato da ogni accusa e dunque assolto: Agostino Chifari (difeso dall'avvocato Rocco Gullo), Maurizio Cossentino (difeso dall'avvocato Claudio Gallina Montana), Salvatore Galioto, Francesco Porzio (difeso dall'avvocato Paola Polizzi), Vincenzo Lo Curcio, Fabrizio Noto, Davide Schembri, Antonio Zicchitella e Giuseppe Grigoli.

Secondo la ricostruzione dell'accusa, Bacchi avrebbe investito - per ripulirli - 750 mila euro nella "Cev srl" di Denis Zangara, azienda che ha realizzato anche i supermercati Lidl di Partinico e di viale Regione Siciliana. Zangara per questa vicenda è stato condannato in primo grado, ma poi assolto con formula piena ("perché il fatto non sussiste") in appello.

Bacchi, sempre secondo i pm, avrebbe pure acquistato - per mezzo milione - la villa dell'ex calciatore del Palermo, Giovanni Tedesco, salvo poi rimetterla in vendita ed ricavarne quasi il triplo, ovvero un milione e 300 mila euro.

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