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Vito Galatolo - foto "19luglio1992"

Vito Galatolo - foto "19luglio1992"

Terminate le esigenze cautelari, arresti domiciliari concessi all'ex boss Galatolo

Il tribunale del Riesame ha stabilito che l'ex capomandamanto dell'Acquasanta potrà tornare a casa. Il mese scorso, invece, il gup Giuseppina Cipolla aveva rigettato la richiesta dell'avvocato

Torna a casa l’ex boss dell’Acquasanta che si è pentito. A un mese dalla bocciatura del gup il tribunale del Riesame ha accolto l’istanza di scarcerazione avanzata dal legale di Vito Galatolo. Non si conoscono ancora le motivazioni di questa decisione che sarebbe legata al venir meno delle esigenze cautelari per l'ex mafioso, che in qualche modo ha raccontato di un presunto attentato col tritolo nei confronti del pm Nino Di Matteo.

Lo scorso mese la stessa istanza era stata respinta dal giudice per l’udienza preliminare Giuseppina Cipolla, che considerò Galatolo "reticente ed elusivo". Per il gup non ci sarebbero le prove che l’ex boss abbia tagliato i ponti con la criminalità organizzata di cui faceva parte. Nella condanna di Galatolo a 6 e 8 mesi nell’ambito del processo "Apocalisse", infatti, gli sono state concesse le attenuanti generiche ma non quelle previste per i collaboratori di giustizia.

Secondo il gup Galatolo non aveva fatto altro che confermare alcune prove già acquisite nei confronti di qualche imputato, mentre per altri aveva invece riferito "in modo generico, incompleto se non addirittura reticente". Con le sue dichiarazioni avrebbe provato ad "alleggerire la posizione di alcuni soggetti aggravando quella di altri e quindi sembrano frutto di una precisa strategia difensiva".

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