rotate-mobile
Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Mafia

Riina jr da Vespa, l'Authority richiama la Rai: "Nessun rispetto per i parenti delle vittime"

Piccata la replica del giornalista: "Ho rispettato la deontologia professionale e la dignità della persona con lo scrupolo che da 50 anni caratterizza la mia attività"

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni rivolge un "fermo richiamo" alla Rai per l'intervista di Bruno Vespa al figlio di Riina. In un documento dell'Authority si legge che "la censurabile unilateralità di molte fasi dell'intervista, condotta senza un adeguato contraddittorio, e con le reticenze e omissioni dell'intervistato lasciate senza sostanziali repliche idonee a fornire al telespettatore una rappresentazione veritiera e completa, hanno pregiudicato in particolare la completezza delle informazioni in ordine ai fatti di cronaca oggetto di narrazione e alle conseguenze che ne sono scaturite in ambito giudiziario, nonché posto oggettivamente in secondo piano quel valore irrinunciabile che è il rispetto della sensibilità degli spettatori, e primo tra tutti dei parenti delle vittime di mafia". L'Agcom ha invitato la Rai, pertanto, "ad adeguarsi per il futuro, in modo rigoroso" all'indirizzo interpretativo fornito.

Piccata la replica di Bruno Vespa: "Resto profondamente sorpreso dal provvedimento dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che - afferma - non ricordo essersi mai espressa con tanta clamorosa severità nei confronti di una intervista televisiva". "Nel doveroso rispetto che un giornalista del servizio pubblico radiotelevisivo deve all'Autorità di controllo, mi permetto, a titolo personale, di dissentire radicalmente - aggiunge - dai giudizi espressi nel richiamo. Ritengo che lo spettatore abbia capito perfettamente chi fosse l'intervistato, che le domande e le contestazioni fossero puntuali e non elusive e che le immagini delle stragi di Capaci e di via D'Amelio mostrate a Riina abbiano pienamente soddisfatto la richiamata completezza informativa".

"A nessun intervistatore di grandi mafiosi e grandi terroristi - insiste il conduttore di 'Porta a Porta' - è stato obiettato che il programma avrebbe offeso la sensibilità delle vittime. Al contrario di quanto avvenuto in passato, il figlio di una vittima simbolica di Capaci era in studio proprio per testimoniare in diretta l'oltraggio subito dagli attentati ordinati dal padre di Riina. Rivendico fino in fondo, pertanto, di aver rispettato ancora una volta la deontologia professionale e la dignità della persona con lo scrupolo che da cinquant'anni caratterizza la mia attività giornalistica"

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Riina jr da Vespa, l'Authority richiama la Rai: "Nessun rispetto per i parenti delle vittime"

PalermoToday è in caricamento