Mercoledì, 16 Giugno 2021
Mafia

Provenzano sarà curato in carcere: respinta la richiesta della difesa

La prima sezione penale della Cassazione ha depositato le proprie motivazioni: "Il quadro clinico del boss è stazionario e stabilizzato pertanto non sussistono le condizioni per il richiesto differimento obbligatorio o facoltativo dell'esecuzione della pena"

Bernando Provenzano, 81 anni, resta in carcere. Lo ha deciso la prima sezione penale della Cassazione. Il quadro clinico del boss è infatti "stazionario e stabilizzato" pertanto "non sussistono le condizioni per il richiesto differimento obbligatorio o facoltativo dell'esecuzione della pena". Questo il responso delle recenti relazioni sanitarie sulle condizioni del capomafia detenuto nel carcere di Parma con più condanne all'ergastolo. Condizioni che sono state "debitamente valutate" dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna che ha respinto la richiesta di uscire di prigione. Si tratta delle motivazioni appena depositate e relative all'udienza dello scorso quattro aprile al termine della quale ha confermato il 'no' al differimento della pena.

"Sulla scorta delle relazioni sanitarie pervenute - si legge - le condizioni di salute del detenuto risultano adeguatamente monitorate e le terapie necessarie sono somministrate anche in ambiente carcerario". Da qui il no al differimento della pena. Cade così nel vuoto così la richiesta della difesa di Provenzano che aveva più volte sottolineato “il pericolo di vita a cui Provenzano è esposto continuando a rimanere in ambiente carcerario".

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