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Operazione Reset 2 - le intercettazioni

Operazione Reset 2 - le intercettazioni

La mafia di Bagheria alla sbarra: cinque condanne e 11 assoluzioni

Il procedimento nasce dall'operazione "Reset 2", che nel 2015 portò al fermo di 21 persone accusate a vario titolo di mafia, estorsione e favoreggiamento. Per una singolare inversione delle parti, il giudice ha anche condannato le parti civili a risarcire un imputato sospettato di essere un estorsore

Si è concluso con undici assoluzioni e cinque condanne il processo, celebrato con il rito abbreviato dal gup Omar Modica, nei confronti di presunti capimafia, gregari ed estortori dei clan mafiosi di Bagheria, Villabate, Ficarazzi, Casteldaccia e Altavilla Milicia. Il procedimento nasce dall'operazione dei carabinieri "Reset 2", che nel 2015 portò al fermo di 21 persone accusate a vario titolo di mafia, estorsione e favoreggiamento. Per una singolare inversione delle parti, però, allo stesso tempo il giudice ha anche condannato le parti civili a risarcire le spese processuali a un imputato sospettato di essere un estorsore, Giovanni Mezzatesta, e assolto. E così la famiglia degli imprenditori Toia che denunciò le pressioni della cosca dovrà risarcire i duemila euro di spese avanzate da Mezzatesta, insieme alle altri parti civili

Determinante fu la collaborazione dei commercianti che denunciarono le pressioni estorsive facendo nomi e cognomi. L'indagine svelò che a pagare il pizzo al clan di Bagheria era anche una casa di riposo. Nella lista degli estortori c'erano anche agenzie di scommesse, autofficine, commercianti di pesce e 28 imprenditori edili. (LE INTERCETTAZIONI - VIDEO)

Francesco Centineo e Silvestro Girgenti sono stati condannati a 6 anni e 8 mesi, Giacinto Di Salvo a 9 anni, Francesco Mineo a 7 anni e un mese e Pietro Liga a 6 anni 8 mesi. Gli assolti sono Salvatore Lauricella, Giovanni Mezzatesta, Umberto Guagliardo, Onofrio Morreale, Giacinto Tutino, Andrea Carbone, Nicola Eucaliptus, Giuseppe Scaduto, Giovanni Trapani, Gioacchino Mineo e Francesco Lombardo.

Nel processo si sono costituiti parte civile i Comuni di Bagheria, Altavilla Milicia, Ficarazzi, Santa Flavia, il centro studi Pio La Torre, Confindustria di Palermo, Addiopizzo, Confcommercio e Confesercenti. I Comuni hanno avuto 16 mila euro ciascuno di risarcimento, due imprenditori hanno avuto 49 mila e 15 mila euro, da tremila a mille euro per le altre parti civili.
 

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