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Pizzo al Borgo Vecchio, parlano le vittime: "Cinquecento euro al mese per feste rionali"

La deposizione di un commerciante nell'ambito del processo Panta Rei, nato dall'operazione dei carabinieri con 38 arresti: "Preferivamo pagare per stare tranquilli". Alla sbarra anche Giuseppe Tantillo, ora collaboratore di giustizia

"Veniva qualcuno ogni mese nel negozio del Borgo Vecchio e si prendeva i soldi. Volevano 500 euro al mese per le feste di quartiere, dicevano. Era mio figlio a consegnarglieli. Non è che c'erano delle scadenze. Venivano ogni tanto. Preferivamo pagare per stare tranquilli". Così agivano i boss secondo quanto raccontato da un commerciante chiamato a testimoniare nel processo Panta Rei.

Si tratta del procedimento nato dall'inchiesta che ha portato al fermo di 38 persone a dicembre 2015. Nel blitz finirono in carcere anche Domenico e Giuseppe Tantillo. Il secondo, da qualche tempo, collabora con i pm. Con l'operazione Panta Rei, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire la mappa del pizzo nel quartiere.

Nessuno sfuggiva: bar, artigiani, negozi di abbigliamento. Ogni mese una "rata", più la classica aggiunta per le "feste", a Natale e Pasqua. Nella prossima udienza deporrà in videoconferenza il neo pentito di Resuttana Giovanni Vitale, noto come il "panda". 

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