Mafia, il clan di Pagliarelli gestiva droga e pizzo: 31 condanne

Gli imputati erano finiti in manette nel 2015, nel corso dell'operazione antimafia Verbero portata a termine dai carabinieri. Il processo si è celebrato con il rito abbreviato. Unico assolto Michele Armanno, che rispondeva di un'ipotesi residua di estorsione

Trentuno condanne e una sola assoluzione. Il gup Wilma Mazzara ha accolto l'impostazione della procura infliggendo condanne pesantissime a 31 uomini, ritenuti appartenenti alla cosca di Pagliarelli. Gli imputati erano finiti in manette nel 2015, nel corso dell'operazione antimafia Verbero portata a termine dai carabinieri.

Il processo si è celebrato con il rito abbreviato. Unico assolto Michele Armanno, che rispondeva di un'ipotesi residua di estorsione (accusa caduta ieri). Queste le condanne inflitte: Vincenzo Giudice (18 anni), Alessandro Alessi (14 anni), Giuseppe Perrone (14 anni e 6 mesi), Tommaso Nicolicchia (14 anni), Concetta Celano (12 anni), Andrea Calandra (12 anni), Antonino Spinelli (10 anni), Carmelo Migliacico (4 anni), Matteo Di Liberto (12 anni), Aleandro Romano (12 anni), Alessandro Anello (12 anni), Rosario Di Stefano (3 anni), Giosuè Castrofilippo (4 anni), Stefano Giaconia (8 anni), Giuseppe Giaconia (8 anni), Salvatore Sansone (12 anni), Giovan Battista Barone (10 anni), Carlo Grasso (4 anni e 4 mesi), Giuseppe Castronovo (4 anni), Giuseppe Di Paola (4 anni e 2 mesi), Giovanni Catalano (4 anni e 2 mesi), Giovanni Giardina (5 anni), Paolo Castrofilippo (3 anni), Domenico Nicolicchia (3 anni), Cosimo Di Fazio (6 anni), Angelo Milazzo (6 anni), Antonino Calvaruso (2 anni e sei mesi), Daniele Giaconia (3 anni), Francesco Ficarotta (2 anni e sei mesi). Tutte le pene minori riguardano reati legati agli stupefacenti per i quali, in molti casi, è caduta l'ipotesi di associazione per delinquere che avrebbe reso le pene più pesanti.

Con l’operazione “Verbero” i militari avevano disarticolato il mandamento mafioso di Pagliarelli, storica roccaforte di Cosa nostra. (LE INTERCETTAZIONI-VIDEO) Dalle indagini è emerso che a comandare erano in 3: Massimiliano Giuseppe Perrone, Alessandro Alessi e Vincenzo Giudice. Luogo "preferito" per i summit era il bar dell'ospedale Civico. Era lì che si decidevano le strategie.

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