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Mafia, processo alla "nuova Cupola": boss è condannato ma resta libero

Si tratta del rinvio in appello - disposto dalla Cassazione - del processo "Perseo". A Sandro Capizzi, 35 anni, sono stati inflitti 9 anni e 4 mesi di carcere. Di fatto però è libero per decorrenza dei termini. Dal momento che può fare ricorso contro la nuova sentenza, resterà libero

La prima sezione della Corte d'appello ha ridotto la condanna per Sandro Capizzi, il giovane boss di Villagrazia che però è libero per decorrenza dei termini. Si tratta del rinvio del processo Perseo, disposto dalla Cassazione. La pena passa da 10 anni e 8 mesi a 9 anni e 4 mesi. Rimodulate le condanne anche per Rosario Sansone, per il quale è stato stabilito l'aumento per continuazione (rispetto alla condanna di 6 anni e 4 mesi) con altri 3 anni e 6 mesi; per Giuseppe Calvaruso la pena complessiva viene rideterminata in 8 anni e 4 mesi. Invariate le pene inflitte a Giuseppe Perfetto, che si vede confermare 7 anni e 4 mesi, Salvatore Freschi (8 anni e 8 mesi). Nessuna modifica anche per Salvatore Adelfio, che dovrà scontare 6 anni e 4 mesi, Massimo Mulè e Rosario Rizzuto (3 anni e 8 mesi).

Sandro Capizzi, 35 anni, è libero da poco meno di un anno. Arrestato il 16 dicembre 2008, dopo sei anni e due mesi non era stata emessa una sentenza definitiva. Da qui la scarcerazione ( febbraio 2015) per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare.

Nel 2008 un blitz dei carabinieri ha fatto scattare le manette per 99 persone fermando il tentativo di riorganizzazione della "cupola".  In primo grado, davanti al Gup, con l'abbreviato, il figlio di don Benedetto Capizzi, capomafia della borgata di Villagrazia, era stato condannato a quattordici anni, ridotti poi in appello a dieci anni e otto mesi. La Cassazione aveva annullato con rinvio la sentenza a dicembre del 2013, ma oltre un anno dopo il nuovo giudizio non era stato definito. A dicembre del 2014, per lo stesso motivo di Capizzi, era tornato libero anche un altro imputato, il presunto boss di Ballarò Massimo Mulè, figlio di Francesco, in cella da tempo per mafia e omicidio.

Secondo gli inquirenti, Sandro Capizzi, con il padre Benedetto e con i boss Giovanni e Salvatore Adelfio e Pino Scaduto di Bagheria, avrebbe tentato di riorganizzare la "commissione" di Cosa nostra. L'operazione dei carabinieri bloccò sul nascere questa aspirazione. Adesso Capizzi jr resterà libero, perchè può ancora fare ricorso in Cassazione.

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