La mafia del nuovo "Papa" a Monreale, tre condanne e pene per 21 anni

Salvatore Lupo, Antonino Sciortino e Sergio Damiani furono arrestati nel 2018 nel corso dell'operazione dei carabinieri che portò alla luce il nuovo asset della famiglia mafiosa. La sentenza del gup Fabrizio Molinari

Sono ventuno complessivamente gli anni di carcere infitti dal giudice per le indagini preliminari di Palermo, Fabrizio Molinari, a Salvatore Lupo, Antonino Sciortino e Sergio Damiani, detto il "Papa". Arrestati nel 2018 nell'operazione Nuovo Papa che portò alla luce il nuovo asset della famiglia mafiosa di Monreale, ieri sono stati processati con il rito abbreviato. Nel dettaglio il "Papa" è stato condannato a cinque anni, Salvatore Lupo a 6 anni e Antonino Sciortino a 10 anni.

Le indagini dei carabinieri di Monreale portarono alla luce le richieste di pizzo a due imprenditori edili locali "costretti a versare cospicue somme di denaro per ogni nuovo appartamento da loro realizzato, nonché ad affidare a ditte 'gradite' ai boss i lavori per la realizzazione degli impianti elettrici e idraulici negli immobili in costruzione".

I restroscena dell'operazione 

Emerse poi il ruolo di Damiani, già in carcere per una condanna a 11 anni ricevuta nell’ambito dell’operazione “Nuovo Mandamento”. Una volta scarcerato sarebbe diventato il reggente della famiglia. Che la scelta fosse ricaduta su di lui fu chiaro dal contenuto di un'intercettazione: "Nuovo Papa… nuovo Papa a chi mettono? ….. Non hanno nessuno, forse non lo hai capito. L’unico Papa che poteva essere con loro sai chi era? Sergio!”.

Le intercettazioni

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