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Il frame di un'intercettazione

Il frame di un'intercettazione

Mafia, via al processo contro la cosca di Carini: 11 imputati scelgono il rito abbreviato

Quasi tutti erano stati arrestati a giugno dell'anno scorso con un blitz della Squadra Mobile. Tra loro anche il presunto capo, Antonino Di Maggio, e Alessandro Bono, titolare di una ditta di pompe funebri che secondo la Procura si sarebbe però occupato soprattutto di smerciare grossi carichi di droga

Via al processo contro la mafia di Carini, nato da un’operazione della squadra mobile messa a segno il 6 giugno dell’anno scorso, quando erano stati arrestati il presunto capo del clan, Antonino Di Maggio, 56 anni, di Torretta (nella foto), e altre 8 persone, tra cui Alessandro Bono, titolare di un’agenzia di pompe funebri, che si sarebbe però occupato di uno grosso smercio di droga per conto dell’organizzazione.

Gli imputati sono in tutto 12 e, tranne uno, hanno scelto il rito abbreviato davanti al gup Cristina Lo Bue. Oltre che di Di Maggio e di Bono, si tratta di Sandro Lo Piccolo, Vincenzo Passafiume, Salvatore Amato, Antonio Vaccarella, Salvatore Lo Bianco, Giuseppe e Fabio Daricca, Giuseppe Di Stefano e Paolo La Manna. Giuseppe Patti, invece, non ha scelto riti alternativi. Nel processo si sono costituiti parte civile il Centro Pio La Torre e Sicindustria, rappresentati dagli avvocati Ettore Barcellona e Francesco Cutraro.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e del sostituto Amelia Luise, aveva messo in evidenza come i boss controllassero in maniera capillare il territorio e fossero particolarmente interessati al business della droga. In un edificio abbandonato di Villagrazia di Carini, che sarebbe stato utilizzato come base operativa del clan, durante le indagini erano state sequestrate infatti alcune partite di cocaina e anche gli attrezzi necessari per il confezionamento delle dosi da spacciare.

Antonino Di MaggioSecondo gli investigatori, a capo della cosca di Carini vi sarebbe stato Di Maggio. Dalle intercettazioni era emerso che fosse ritenuto particolarmente tirchio dagli affiliati, anche se i soldi non gli sarebbero mancati: nel 2008, infatti, furono ritrovati sotterrati nel suo giardino 14 barattoli con complessivamente quasi mezzo milione di euro e 2.200 dollari, oltre a gioielli e pietre preziose.

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