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Mafia, il pentito Maurizio Spataro alla sbarra: condannato a due anni

Finito in manette nel luglio del 2008, dopo appena 4 mesi aveva deciso di collaborare con la giustizia. Finora però - paradossalmente - l'ex boss non era mai stato processato per associazione mafiosa. La sentenza arriva a pochi giorni dall'uscita dal programma di protezione testimoni

Era stato arrestato a luglio del 2008 e dopo appena quattro mesi, a novembre, aveva deciso di collaborare con la giustizia. E raccontò chiaramente di aver fatto parte di Cosa nostra, pur non essendo stato formalmente “combinato”, iniziando la sua “carriera” mafiosa nel clan di Borgo Vecchio, per assumere poi un ruolo importante in quello di Resuttana. Finora però – paradossalmente - l’ex boss non era mai stato processato per mafia. Un reato sul quale la Procura ha naturalmente indagato sin dal 2006, ma notificando a Maurizio Spataro l’avviso di conclusione delle indagini solo nel 2014. La condanna per 416 bis è dunque arrivata solo ora, a pochi giorni peraltro dalla sua uscita dallo speciale programma di protezione riservato ai collaboratori di giustizia.

Spataro, assistito dall’avvocato Valentina Tranchina, ha scelto di patteggiare due anni (pena sospesa e in continuazione con una condanna già definitiva per una tentata estorsione aggravata di un anno e due mesi). Richiesta che il gup Lorenzo Matassa ha accolto. Le dichiarazioni di Spataro hanno permesso di ricostruire molte dinamiche interne al mandamento che per molto tempo è stato guidato dai boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Il collaboratore di giustizia era peraltro molto vicino a Giovanni Bonanno, reggente di Resuttana, eliminato nel 2006 con il metodo della lupara bianca perché, come aveva svelato proprio Spataro, avrebbe trattenuto per sé i soldi delle estorsioni.

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