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Processo al clan di Bagheria, in appello sconti di pena per molti imputati

L'operazione del 2013, condotta dai carabinieri, aveva permesso di sgominare l'organizzazione della storica roccaforte di Cosa nostra. In manette finirono gli esponenti di spicco di Villabate, Ficarazzi e Altavilla Milicia

Alcune conferme e diverse riduzioni di pena per i boss di Bagheria. Si è conclusa la così la tranche in abbreviato del processo "Argo", giunto in appello. Si tratta del procedimento nel quale Antonino Zarcone decise di pentirsi facendo delle dichiarazioni spontanee. Affermò di essere stato, sino al 2011, capo del mandamento di Bagheria e proseguì raccontando numerosi dettagli che hanno permesso alla Procura palermitana di rafforzare l'impianto accusatorio nei confronti degli imputati.

L'operazione del 2013, condotta dai carabinieri, aveva permesso di sgominare l'organizzazione della storica roccaforte di Cosa nostra. In manette finirono gli esponenti di spicco di Villabate, Ficarazzi e Altavilla Milicia, sequestrando inoltre un patrimonio da 30 milioni di euro. Venne fuori lo spaccato di una mafia arroccata nelle tradizioni, che non dimentica di eseguire il rito di affiliazione dei nuovi picciotti, ma che guardava al futuro investendo fiumi di denaro - la gran parte arrivata dal traffico di stupefacenti - nell'apertura di imprese edili, supermercati, agenzie di scommesse e locali notturni. (GUARDA IL VIDEO)

Queste le condanne: Salvatore Giuseppe Bruno è passato da 8 anni e 7 mesi a 8 anni, Francesco Centineo da 10 anni e 6 mesi a 5 anni e mezzo, Giacinto Di Salvo da 12 anni a 10 anni e 8 mesi, Sergio Flamia da 5 anni e 8 mesi a 4 anni e 8 mesi, Salvatore Fontana da 4 anni e 4 mesi a 3 anni e 3 mesi, Vincenzo Gennaro da 3 anni a 2 anni e 8 mesi, Silvestro Girgenti da 10 anni a 5 anni e 4 mesi, Vincenzo Graniti da 10 anni a 6 anni e 2 mesi, Umberto Guagliardo da 6 anni a due anni e cinque mesi, Rosario La Mantia da 14 anni e 6 mesi a 12 anni e 8 mesi, Pietro Liga da 10 anni e 6 mesi a 6 anni, Driss Mozdahir da 12 anni a 7 anni e 5 mesi, Raffaele Purpi da 3 anni a 2 anni e 8 mesi, Pietro Tirenna da 4 anni e 8 mesi a 4 anni e 5 mesi. Confermate le condanne per Roberto Aruta (2 anni), Lorenzo Carbone (2 anni e 10 mesi), Raffaele Catanzaro (1 anno e 4 mesi), Francesco Lombardo (14 anni),Salvatore Lauricella (14 anni), Rosario Ortello (un anno), Nicola Pecoraro (un anno), Michele Rubino (1 anno e due mesi), Antonino Zarcone (2 anni e 6 mesi). 


 

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