Mafia Altofonte

Altofonte, imprenditore denuncia il pizzo dopo 17 anni di tormenti: condannati in tre

Dal 2000 al 2017 ha pagato, poi ha deciso di raccontare tutto ai carabinieri. Le telecamere nascoste hanno documentato gli incontri e la consegna delle banconote e lo scorso maggio sono scattati 4 arresti. Ora per Salvatore Raccuglia, Salvatore La Barbera e Giuseppe Serbino è arrivata anche la condanna

Associazione mafiosa ed estorsione aggravata dai metodi mafiosi. Con queste accuse il gup Wilma Mazara ha condannato in abbreviato Salvatore Raccuglia a 16 anni di carcere, Salvatore La Barbera a 8 anni e ottomila euro di multa e Giuseppe Serbino a 6 anni e 6 mesi. I tre erano finiti in manette nell'operazione "Happy holidays" lo scorso 22 maggio, insieme a Andrea Di Matteo (che verrà giudicato con il rito ordinario), grazie alla denuncia di un imprenditore di Altofonte che, dopo diciassette anni di tormenti, si è ribellato al pizzo: ha raccontato tutto ai carabinieri ricostruendo con coerenza e lucidità alcune dinamiche della famiglia di Altofonte al cui comando, ad un certo punto, è subentrato Salvatore Raccuglia. Le indagini nate dalla sua testimonianza hanno poi portato agli arresti.

Gli inquirenti hanno filmato le richieste di pizzo fatte, per conto del clan, da La Barbera all'imprenditore in prossimità delle festività di Pasqua e Natale, e immortalato anche la consegna delle banconote da 20 e 50 euro, per un importo complessivo di 500 euro, confermando i racconti dell'imprenditore. Mentre La Barbera si allontanava, a bordo della propria auto, i carabinieri di Monreale sono intervenuti e lo hanno arrestato nella flagranza del reato di estorsione.

La consegna dei soldi e l'arresto | VIDEO 
 

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