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Pizzo, droga e concerti neomelodici, colpo ai clan di Santa Maria di Gesù e Villagrazia: 24 arresti

Il blitz "Navel" del Ros dei carabinieri. Inflitte anche due misure interdittive ad altrettanti imprenditori operanti nel settore della distribuzione alimentare e delle scommesse, che si sarebbero messi a disposizione dei boss. Scoperta una rete di spaccio alla Guadagna, ma anche i contatti con un cantante per l'organizzazione di una festa rionale

Pizzo, droga, ma anche feste di quartiere e concerti neomelodici, rapine, nonché affari apparentemente puliti grazie alla disponibilità di due imprenditori attivi nel settore della distribuzione alimentare e delle scommesse, che avrebbero messo a disposizione dei boss le loro aziende. La Dda, guidata dal procuratore aggiunto Paolo Guido e che ha coordinato le indagini del Ros dei carabinieri, stamattina ha assestato un duro colpo ai clan di Villagrazia e Santa Maria di Gesù, ottenendo dal gip 24 arresti (21 in carcere e 3 ai domiciliari), oltre a due misure interdittive proprio per gli imprenditori che sarebbero collusi con i boss.

I nomi delle persone arrestate, sequestrati due centri scommesse

Il video con le intercettazioni

L'operazione "Navel", a cui hanno lavorato anche i sostituti Dario Scaletta e Luisa Bettiol, è una rafiografia delle attività di due delle famiglie mafiose più potenti in città. Agli indagati vengono contestati il 416 bis, l'estorsione, l'associazione finalizzata al traffico di droga, la rapina e il trasferimento fraudolento di valori.

Tra gli episodi al centro dell'inchiesta anche il presunto condizionamento di una festa rionale (attività che era già emersa in indagini recenti su altri mandamenti), volto, secondo gli inqurenti, alla ricerca del consenso: sarebbe stato chiesto denaro ai commercianti della zona, in parte destinato a coprire i costi della manifestazione, ma anche curati gli aspetti legati alla logistica e alla sicurezza (con tanto di chiusura delle strade) e persino le modalità di vendita degli alcolici. I carabinieri avrebbero anche intercettato i contatti avviati con un noto cantante neomelodico proprio per farlo partecipare all'evento che - in seguito al mancato rilascio dell'autorizzazione da parte della questura - non si sarebbe poi tenuto.

Come hanno verificato gli inquirenti - che hanno ricostruito gli assetti dei due clan - diversi famigliari degli indagati riceverebbero il reddito di cittadinanza. Per sostenere i carcerati e i loro parenti, i boss avrebbero imposto il pizzo, in particolare ai danni di un'impresa edile, ma anche imponendo le bevande ai titolari di una sala ricevimenti. Inoltre è stata ricostruita una rapina ai danni di un rappresentante di orologi e un "cavallo di ritorno", legato alla restituzione di un'auto rubata ad un parente di un affiliato al clan di Porta Nuova.

Sempre per recuperare soldi, i clan avrebbero gestito una rete parallela di spacciatori nella zona della Guadagna, tutelata da un sistema di vedette per evitare i controlli delle forze dell'ordine. Proprio a questo tipo di attività sarebbe riconducibile il sequestro di una piantagione di marijuana, avvenuto il 4 ottobre del 2019, a Riesi, in provincia di Caltanissetta.
 

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