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Mafia, si pente il boss di Tommaso Natale: svelati i segreti delle cosche

Si tratta di Silvio Guerrera, arrestato nel giugno del 2014 nell'ambito dell'operazione "Apocalisse". I pm Francesco Del Bene, Amelia Luise, Anna Maria Picozzi e Roberto Tartaglia ne hanno raccolto la testimonianza. Il neo pentito avrebbe parlato anche dell'attentato a Nino Di Matteo

Foto archivio

Da reggente della famiglia mafiosa di Tommaso Natale a pentito. Silvio Guerrera, arrestato nel giugno del 2014 nell'ambito dell'operazione "Apocalisse", ha deciso di collaborare con la giustizia.

I pubblici ministeri Francesco Del Bene, Amelia Luise, Anna Maria Picozzi e Roberto Tartaglia hanno reso nota la collaborazione al termine della lunga requisitoria del processo che vede imputati con il rito abbreviato 93 presunti mafiosi dei clan Tommaso Natale, Resuttana, Partanna Mondello, San Lorenzo e Acquasanta. Per loro, i pubblici ministeri hanno chiesto 800 anni di carcere. Guerrera non è più al 41 bis, ma detenuto in isolamento e sta proseguendo la collaborazione con l'autorità giudiziaria.

Nel corso degli interrogatori il neo pentito, secondo quanto si apprende, ha parlato anche del progetto di attentato al pm Nino Di Matteo.

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